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Pergamena ci racconta un Bruciante segreto

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Ho continuato a leggere quest’autore e ho scoperto che gli riesce meglio con i personaggi maschili

STEFAN ZWEIG
“BRUCIANTE SEGRETO”
ADELPHI, MILANO, (1911) 2007, pp. 113

Questa novella (o romanzo breve) è uno dei primi scritti da Zweig ed è ambientato in una stazione termale di Semmering (p. 9), meta del bel mondo viennese, a cui l’autore apparteneva. Sono i primi anni del Novecento e si stanno diffondendo proprio a Vienna le teorie di Freud. La novella ne è sicuramente influenzata come si capisce da alcuni riferimenti interni. I libri di Zweig pochi anni dopo verranno bruciati dai nazisti insieme a quelli di Freud, Mann ed Einstein. Lui fuggirà in Inghilterà poi a New York e poi incontro al suo destino di suicida in Brasile.

E’ la storia del passaggio all’età adulta di un ragazzino di 12 anni (dunque l’adolescenza allora era precoce come oggi), Edgar, figlio di una coppia della buona borghesia viennese, ebraica come quella a cui apparteneva l’autore. Madre e figlio, appena reduce da una malattia asmatica, sono in vacanza. Nel loro albergo arriva un giovane barone, appartenente alla burocrazia imperiale, frivolo, a caccia di avventure. Questi elabora un piano subdolo per usare Edgar come ponte per arrivare alla madre. Il piano di farsi amico il ragazzino riesce (p. 25), ma si scontra con la sensibilità di Edgar, che difenderà a tutti i costi il proprio rapporto intimo con la madre. Nel suo duro tirocinio per diventare grande Edgar scoprirà a sue spese come gli adulti, anche la madre amata, mentono. “Le parole, dietro le quali pensava stesse la realtà, erano soltanto bolle di sapone iridescenti” (p. 66).

Questa cortina di bugie (p. 64 e seguenti), di cui si circondano la madre e il barone, serve ai suoi occhi a proteggere un “bruciante segreto” (p. 50 e seguenti), da cui il titolo di un capitolo e dell’intera novella. “Edgar sentiva di avere a portata di mano come non mai la Cosa Ignota, il grande segreto… Questo lo eccitava e gli conferiva quell’improvvisa, solenne serietà. Perché intuiva inconsciamente d’essere al margine estremo della propria infanzia” (p. 52). Il segreto è “bruciante” per questa eccitazione sessuale, che il bambino scopre senza esserne consapevole fino in fondo. La scoperta lo farà adulto. Egli con le poche armi che ha corre una serie di pericoli: scopre l’odio per il rivale (il barone) e per la madre (p. 53), si avventura di notte nel bosco per spiare i due possibili amanti ( p. 74 e seguenti), difende la madre in pericolo per il timore che il barone la possa uccidere e ha il coraggio di prenderlo a cazzotti (p. 85), poi per fuggire alle conseguenze della sua aggressione si avventura in un viaggio da solo in treno per raggiungere la casa della nonna a Baden (p. 96).

Nel viaggio da solo in terza classe per la prima volta insieme a “certi lavoratori italiani dalla voce rauca e dalle mani dure”, “Edgar imparò molto in quell’unica ora da solo”, che “esistevano diversi mestieri e destini, che attorno alla sua vita si assiepavano segreti” (p. 99), oltre a quello sessuale che inconsciamente inseguiva. Riuscirà così ad affrontare il padre severo e a proteggere con la propria menzogna la madre. “Comprese che la madre affidava a lui la custodia del segreto, che sulle sue piccole labbra infantili era riposto un destino” (p. 110). La madre rinuncerà alle proprie fantasie residue di donna avviata al declino “per appartenere in futuro unicamente a lui” (p. 113) e deporrà sulle sue labbra un bacio, che susciterà in Edgar semiaddormentato il desiderio di altre labbra. Egli rimane bambino, ma insieme è “già coinvolto nel grande segreto del mondo” (ivi), che poi è l’eros, l’amore che muove la vita.

Dunque è la storia di un triangolo edipico, in cui lo scontro con il padre, con il maschio adulto, per la conquista della madre, è mascherato da quello con il possibile amante di lei. Edgar sconfigge il barone, protegge la madre e ne conquista l’amore per sempre. Questo gli apre il mondo femminile come uomo adulto. E’ lo stesso meccanismo della favola dove la madre matrigna (malefica a confronto della madre buona, ma morta) è sconfitta dalla giovane fanciulla che così diventa grande, perde il primo sangue ed è “risvegliata” dal bacio del principe.

Se vi siete persi le scorse puntate di Pergamena cliccate QUI

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