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Colline della Pia: il distretto biologico è realtà con 14 aziende e 1.300 ettari

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GAVORRANO – «Questa sarà una meravigliosa avventura» sono state le parole di Enzo Tonini che da sei anni attende la realizzazione di un progetto che insieme ai suoi colleghi agricoltori ha sognato ed elaborato nel dettaglio. Un sogno che parte da lontano e che oggi si vede finalmente realizzato: il distretto biologico “Colline della Pia”.

L’idea di formare il distretto biologico nasce nel 2015, dall’iniziativa di Stefano Rizzi e Enzo Tonini e viene subito sostenuta da altre tre aziende biologiche situate nel comune di Gavorrano. Rispetto ad altri distretti biologici, che per la maggior parte si sono concretizzati da iniziative politico-istituzionali, il progetto aveva una peculiarità: partiva direttamente dai produttori e purtroppo per diversi anni i promotori non hanno trovato nelle istituzioni un appoggio per il loro progetto, fino al 2019 quando l’amministrazione comunale di Gavorrano sposa l’idea e il progetto prende forma.

Ad oggi ci sono già 14 aziende, per un totale di circa 1.378 ettari, che hanno aderito al distretto e in pochissimo tempo si sono varcati anche i confini comunali coinvolgendo aziende del comune di Roccastrada e Massa Marittima.

Alla presentazione ufficiale di oggi pomeriggio, al centro sociale di Casteani, erano presenti Andrea Biondi, sindaco di Gavorrano; Daniele Tonini, assessore all’agricoltura Gavorrano; Francesco Limatola, sindaco di Roccastrada; Elena Menghini, assessore alle attività produttive Roccastrada; Enzo Tonini, presidente del distretto e Assunta Astorino; dirigente dell’istituto comprensivo Gavorrano – Scarlino.

«Martedì scorso è stato firmato l’atto costitutivo del distretto biologico a cui l’amministrazione collabora dal 2019 – sono state le parole del sindaco Biondi -. Inizialmente avevano aderito quattro aziende, ma già oggi le aziende promotori hanno superati i confini comunali, coinvolgendo anche Massa Marittima e Roccastrada. Devo dire che è un ottimo percorso di valorizzazione non solo dei prodotti biologici ma anche del territorio».

Distretto Bio 2021

«Questo progetto è nato dal basso – ha detto l’assessore Tonini -, direttamente dagli agricoltori, per valorizzare il territorio e ha già coinvolto molte realtà; dal settore dell’agricoltura alla ricerca, dal turismo fino alla scuola. Voglio ringraziare le aziende che hanno creduto in questo progetto, la Regione Toscana che l’ha supportato ma anche l’amministrazione comunale che ci ha creduto coinvolgendo anche gli altri sindaci».

Non solo i sindaci, ma anche le scuole giocano un ruolo fondamentale, dove in queste settimane gli studenti hanno lavorato con entusiasmo per realizzare il logo del distretto e contemporaneamente ampliando le conoscenze sia sul proprio territorio che sulla salute alimentare.
«La scuola ha accolto con entusiasmo la proposta del distretto – ha detto la dirigente Astorino -. Questo progetto rappresenta per noi una grande opportunità e la risposta dei ragazzi è stata straordinaria, anche perché ci accorgiamo sempre di più che spesso i giovani conoscono pochi il territorio in cui vivono. La parte artistica è stata curata dalla docente Augusta Maestripieri, ma il progetto ha coinvolto gli alunni in modo interdisciplinare dalla scienza, geografia, alla storia, per un approccio integrato di conoscenze».

«La forza di questo progetto è che parte dal basso – ha aggiunto il sindaco di Roccastrada, Francesco Limatola -. In questo momento è molto importante provare ad alzare lo sguardo e essere all’altezza del tempo in cui viviamo. Credo che saremo in grado di farlo se ci mettiamo insieme e collaboriamo, anziché costruire muri. Questa è un’ottima occasione per farlo».

Con i suoi 134 ettari il distretto trova nella viticoltura la produzione prevalente, con una produzione annuale di circa 800mila bottiglie di vino mentre sono circa 6mila le piante d’olivo in produzione che vengono seguite da coltivazioni minori, di cereali, legumi, ortaggi e zafferano.
Il distretto dispone inoltre di circa 200 posti letto di gamma medio alta e offre varie possibilità di ristorazione in ambienti particolari.

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