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Il Fossombroni alla scoperta degli albori dello sport

GROSSETO – Anche quest’anno si riconferma la collaborazione tra il Fossombroni e Riccardo Chessa, responsabile del laboratorio archeologico sperimentale degli Albori a Campagnatico.

I ragazzi delle classi prime dello sportivo hanno partecipato su Meet alla lezione di antropologia fisica e nascita ed evoluzione dello sport. Quelli delle seconde, invece, hanno avuto modo di approfondire la falconeria, dagli albori delle sue origini nelle steppe asiatiche all’Europa medioevale e rinascimentale, lo status, la caccia e la nobiltà.

Il progetto è strutturato in due momenti: la lezione partecipata incentrata sulla trasformazione da uomo cacciatore a uomo guerriero, nonché la ricostruzione storica dell’arte della falconeria, e la pratica sportiva con l’attività di tiro con l’arco, con la lancia, il propulsore e la falconeria.

Questo progetto offre la possibilità di ripercorrere il percorso evolutivo intercorso tra arma e strumento sportivo e approfondire l’arte della falconeria, riconosciuta dall’Unesco come patrimonio vivente dell’umanità nel 2016.

Gli incontri con gli studenti contribuiscono a promuovere l’ampliamento dell’orizzonte culturale, a sviluppare la capacità di riflettere sulle società del passato, sulla trama di relazioni sociali e politiche, nelle quali si è inseriti e a potenziare la consapevolezza della necessità di selezionare e valutare criticamente le testimonianze.

«Ringrazio alunni, professori e soprattutto la dirigenza del Fossombroni e l’insegnante Monica Mazzilli che hanno sposato il progetto – ha detto Riccardo Chessa –. È sempre piacevole lavorare con ragazzi interessati e contribuire a intraprendere un percorso didattico a ritroso alla scoperta dell’arte venatoria e dell’arte millenaria della falconeria, che ha visto protagonista anche il nostro territorio. Ribadisco ulteriormente le grandi opportunità lavorative e professionali legate al corso del Fossombroni a indirizzo sportivo. Inoltre riuscire a stimolare la curiosità e accrescere l’autostima, oltre a favorire le competenze multidisciplinari, formano una figura professionale preparata alle nuove sfide future».

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