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Acqua e bonifica della Maremma: riparte il progetto della Uisp nelle scuole grossetane

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GROSSETO – Prosegue nelle scuole grossetane il progetto della Uisp “Tradizioni e Creatività ’21: L’acqua nella Maremma Antica. Suggestioni per il nostro tempo”. L’iniziativa sta facendo scoprire agli alunni della scuola primaria di via Monte Bianco a Grosseto (prima B, seconda D, quinta A, B e C), e ai bimbi delle scuole d’infanzia di via Lago di Varano e via Lago Maggiore, immagini e contenuti relativi alla bonifica della Maremma e alla gestione delle acque potabili e reflue, per approfondire le forme e i modi con i quali la Maremma ha affrontato la malaria e trasformato le aree paludose.

Un’iniziativa portata avanti attraverso esperimenti di filtraggio delle acque, racconti antichi, filastrocche, creazione di chimere scacciapaura, con i quali si stanno proponendo ai bimbi “tracce vitali”. Scuole, Acquedotto del Fiora e Comune di Grosseto hanno sostenuto questa idea nella quale al dolore si intreccia la determinazione di prendersi cura delle acque, di un territorio, di una comunità.

Le ideatrici di “Tradizioni e Creatività”, Gabriella Pizzetti e Sabrina Cionini, hanno coinvolto dal 2009 oltre 6.000 bambini: solo quest’anno partecipano in 200. Nei loro laboratori i contenuti sono sempre stati proposti in modo giocoso e riflessivo, con il gusto per il movimento fisico e le danze, per sviluppare creatività e sensibilità verso la risorsa acqua, le tradizioni, l’ambiente.

“Per l’emergenza Covid – spiegano le responsabili – l’anno scorso il progetto è stato sospeso. Nel 2021, nonostante le notevoli difficoltà organizzative, abbiamo cercato di riannodare il rapporto con le scuole e con le diverse istituzioni. Nei giorni scorsi abbiamo consegnato il terzo video alla scuola di via Monte Bianco e alle scuole d’infanzia di via lago di Varano e Maggiore, con le quali a maggio, se l’emergenza Covid lo consentirà, ci incontreremo in giardino. Noi racconteremo filastrocche danzando e sintesi del laboratorio, mentre gli alunni parteciperanno affacciati alle grandi finestre”.

“Tenendo conto del lavoro a distanza – aggiungono Pizzetti e Cionini – abbiamo infatti realizzato un ciclo di video intorno ai quali stanno realizzandosi in classe specifiche rielaborazioni, attraverso produzione di percorsi artistici, video-conferenze ed esperimenti. I primi video hanno proposto movimenti del corpo da fare seduti e il tema della malaria e delle bonifiche delle acque attraverso un antico racconto di tradizione orale rivisitato, La gallina secca, narrato il 2 febbraio 1977 da Maria Settimia Bindocci, nata a Santa Fiora nel 1916 e presente nel libro Fiabe e storie della Maremma”.

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