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Chiude la storica palestra Santini: «Con il Covid è cambiato tutto. Senza socializzare non è più sport»

FOLLONICA – Quarant’anni dopo Stefano Santini ha detto basta. Allenatore, istruttore, personaggio storico della Maremma sportiva e non solo, imprenditore, Stefano ha deciso di chiudere la sua palestra, quella che porta il suo nome, a Follonica, in via Cassarello. Proprietario della sua struttura, Stefano non è nella situazione di tanti colleghi più sfortunati che si trovano in una condizione economica difficile: la sua è stata una scelta di vita. Di vita sì, ma comunque dipesa dal Covid.

“Da più di un anno è cambiato tutto – afferma il titolare della Palestra Santini, da sempre uno dei punti di forza della Uisp nella zona nord della Maremma – e la nostra squadra, con la stessa passione, ha continuato a fare lezione online dedicandosi agli sportivi. Adesso però è arrivato il momento di dire basta. Questo non è più sport, la palestra è anche e soprattutto amicizia, socializzazione, divertimento”.

Insegnante e responsabile della palestra dal 1981, specializzato in fitness e aerobica, ha anche partecipato a gare competitive nazionali e internazionali: nel 1992 è stato campione nazionale di aerobica. Dal 1993 è stato tecnico e responsabile regionale della Federazione ginnastica italiana, sempre per l’aerobica. Nella seconda parte della sua avventura è passato all’insegnamento di discipline di tendenza, come step, gag, zumba, functional, pound e spinning: Santini ha dedicato la sua vita allo sport.

“Come per tutto il resto arriva un momento nella vita in cui bisogna dire basta – sorride – dopo quarant’anni va in archivio un pezzo della mia vita e ne inizia un altro. Lo sport, la mia palestra e le esperienze che qui ho fatto resteranno sempre nel mio cuore. Ai tanti amici che continuano, in un momento tanto drammatico per tutti e anche per il nostro mondo, dico di non mollare perché prima o poi torneremo alla nostra vita e ci sarà ancora più voglia di attività sportiva. Alle tante persone che mi hanno accompagnato in questi quarant’anni, invece, dico semplicemente grazie”.

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