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Colonia Marina luogo d’ispirazione: Opificio Sonoro Maremmano le dedica “Senza ali”

FOLLONICA – Si intitola “Senza ali” il nuovo singolo firmato “Opificio Sonoro Maremmano” e tra qualche giorno sarà possibile ascoltarlo tramite tutti i canali preposti ma, intanto, per un “assaggio”, è possibile collegarsi al sito https://soundcloud.com/andrea-guz-gozzi/senza-ali.

“Senza ali” è una canzone dedicata alla Colonia Marina di Follonica, un luogo che ha visto nascere tantissime ispirazioni musicali ed i sogni di molti ragazzi che, forse anche con la complicità del mare lì davanti, hanno scritto pagine dense di emozioni accompagnandosi alle note, amalgamate, perché no, al rumore delle onde e del vento.

“Opificio Sonoro Maremmano” nasce nel 2003 con il proposito di unire la tradizione della musica cantautoriale italiana con l’atmosfera rock. Il sostantivo ha una chiara derivazione latina , infatti “opificium” era il luogo di lavoro, la fabbrica, e, in questo caso specifico, è il luogo di lavoro dove vengono realizzati pezzi musicali che risultano essere unici nel loro genere.

Il gruppo è composto da Andrea Gozzi (chitarre voce), Andrea Guazzini (voce chitarra elettrica), Alessio Guazzini (percussioni), Riccardo Nucci (piano voce), Paolo Cellini (basso), Mirko Rosi (batteria). Il brano in questione è stato realizzato da Andrea Gozzi, Andrea Guazzini e Riccardo Nucci.

Ma come è nata l’idea? Andrea Gozzi ce la racconta così: “Lo abbiamo composto a fine lockdown primaverile. Andrea Guazzini era la prima persona che vedevo dopo quel periodo e la prima con cui riprendevo a fare musica nella stessa stanza, mi era mancato molto suonare con un compagno in carne ed ossa davanti a me. Nei mesi l’ho arrangiata suonando quasi tutti gli strumenti, compresa la batteria (per la prima volta su un disco) e il basso. Parla dei sogni in musica che avevamo da piccoli. Il luogo evocato è quello della Colonia Marina a Follonica, affollato dei fantasmi dei tanti gruppi musicali che hanno provato tra quelle mura, un po’ delle nostre canzoni sono ancora lì. Il primo disco, con il mio primo gruppo, gli Audiored, è stata registrato in quelle stanze. Ma non è un ricordo amaro, sarà per sempre perché, come recita il testo: Ciò che non esiste non è mai passato/ Ciò che non sorge non può tramontare mai. Dedicata a tutti quelli che dalla terrazza della Colonia guardavano il mare, sognando un futuro in musica”.

“Lèssi un’ intervista in autunno 2020 che Andrea Gozzi aveva rilasciato a Il Giunco.net – ricorda Riccardo Nucci – in cui alla domanda quale fosse le canzone che aveva composto che più lo legasse di più al suo territorio, lui tirò fuori (a mia sorpresa) proprio “Senza Ali”. Mi sentii sciocco a non aver colto l’essenza di questa canzone, la libertà celata al suo interno, quella musicale, a far da colonna sonora ai nostri sogni fantastici, alle ‘agognate mie streghe’”.

“Questa canzone – spiega Andrea Guazzini – parla dei sogni, di quando sogni vecchi e sogni nuovi si mescolano, e ti lasciano stordito ed incapace di distinguere i desideri dalla realtà. Immersi in quel caleidoscopio che solo l’adolescenza sa celebrare, inizi a sentire la dolorosa ferita prodotta da ali strappate troppo presto, ed al contempo, di quanto quei tuoi 50 chili ti diano l’esatta misura di quanto poco ti desideri il centro della terra”.

“Ciò che non esiste non è mai passato/ Ciò che non sorge non può tramontare mai” ( da“ Senza Ali”).

La foto è di Virginia Bardoni.

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