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Ascom Confcommercio: «Posticipare il coprifuoco alle 23, anche per chi non ha spazi all’aperto»

GROSSETO – «Posticipare il coprifuoco almeno fino alle ore 23, ma soprattutto consentire la somministrazione anche nei pubblici esercizi che non dispongono di spazi all’aperto» è quanto chiede l’Ascom Confcommercio.

«È proprio la possibilità di far tornare le imprese a lavorare il punto più importante e prioritario tra tutti quelli sollevati dalla Conferenza delle Regioni con la lettera inviata al governo guidato da Mario Draghi. Una lettera che, evidentemente, è anche l’effetto delle pressioni che Fipe Confcommercio ha esercitato sulle istituzioni, comprese le Regioni», come sottolineato da Ascom Confcommercio Grosseto.

«Alle attuali condizioni, dettate dal Decreto Legge sulle riaperture, oltre la metà dei Pubblici Esercizi non può di fatto ripartire» precisano dall’associazione provinciale di Grosseto. Confcommercio Grosseto ha voluto verificare le problematiche che riguardano i pubblici esercizi sul territorio lanciando un sondaggio sull’impatto delle nuove misure.

«Dal nostro sondaggio, abbiamo la conferma che sono moltissimi i ristoranti che non hanno a disposizione degli spazi esterni – dicono dall’associazione grossetana – Si tratta di imprenditori che giustamente pretendono giustificazioni di fronte all’impossibilità di lavorare fino a giugno a causa della mancanza di un dehors. I ristoratori sono esausti di pagare colpe altrui, come la lentezza della campagna di vaccinazione e l’impossibilità di controllare il territorio punendo comportamenti scorretti».

La Confcommercio di Grosseto interviene anche sulla questione del coprifuoco alle ore 22.

«Riteniamo questa misura incomprensibile e incoerente con le stesse finalità che si propone – concludono dall’associazione- in quanto comprime orari e favorisce comportamenti disordinati, per questo confidiamo che questo orario venga quanto prima posticipato alle ore 23. Posticipare il coprifuoco di un’ora, consentendo ai locali di fare il doppio turno la sera è importante, non tanto per ragioni di cassa ma per favorire attraverso l’allungamento dell’orario una distribuzione più ordinata e sicura dei clienti».

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