Quantcast

In tre mesi oltre 200 quintali di cibo ai bisognosi, Anteas: «Numeri che preoccupano»

Stanno aumentando, rispetto allo scorso anno, le famiglie che si rivolgono ad Anteas. E cambiano anche le persone: disoccupati, lavoratori in cassa integrazione, stagionali, autonomi.

Più informazioni su

GROSSETO – Stanno aumentando, rispetto allo scorso anno, le famiglie che si rivolgono ad Anteas, l’associazione di volontariato nata all’interno della federazione pensionati della Cisl di Grosseto. Una realtà che da anni opera per la distribuzione di cibo a cittadini bisognosi, ma che per la prima volta registra un cambiamento, evidenziato dai numeri, preoccupante.

“I dati sul primo trimestre di attività mostrano un incremento delle famiglie che si rivolgono a noi e, conseguentemente, delle quantità di cibo distribuite. Elementi che denotano una situazione davvero preoccupante, sicuramente determinata dalla crisi economica causata dalla pandemia”, dice Gianfranco Benigni, presidente di Anteas Grosseto.

Anteas opera a favore delle famiglie in difficoltà attraverso la distribuzione, due volte al mese, di pacchi alimentari con generi a lunga conservazione per una serie di famiglie bisognose e attraverso la consegna, quattro volte alla settimana nella sede di via Parini a Grosseto, di prodotti alimentari freschi, raccolti presso supermercati e forni, nell’ambito del progetto Siti Cibo. La distribuzione avviene ogni lunedì mercoledì, giovedì e venerdì, dalle 15 alle 17.

“Negli ultimi mesi – spiega Benigni – abbiamo avuto un’impennata nelle richieste e, soprattutto, si sono aggiunte nove figure, che si rivolgono a noi: ci sono tante famiglie che fino a pochi mesi fa riuscivano ad andare avanti e che adesso fanno fatica. Sono lavoratori dipendenti, magari con il salario ridotto per la cassa integrazione, stagionali, lavoratori autonomi, che hanno ridotto la loro possibilità di lavoro”.

A parlare sono i numeri: se lo scorso anno, nel periodo tra gennaio e fine marzo sono state 1264 le persone assistite con la consegna dei pacchi alimentari, nel 2021 questo numero ha già raggiunte le 1738 persone, per un totale di 526 famiglie in cui vivono più di 533 bambini e ragazzi. Gli aumenti registrati, mettendo a confronto lo stesso arco temporale nei due anni, sono di 144 famiglie in più, composte da 474 persone in più, con un aumento di 154 minori. Alimenti che, lo scorso anno, nello stesso periodo sono stati 50 quintali e che adesso sono arrivati a 88 quintali.

E anche analizzando i dati relativi all’attività di raccolta e consegna di prodotti freschi, come frutta e verdura, prodotti da forno e altro l’aumento è immediatamente evidente. A marzo dello scorso anno erano stati raccolti e distribuiti 27 quintali di prodotti, contro i 108 di questi primi tre mesi del 2021: “Con un incremento di 81 quintali di prodotti. “È evidente che è stato possibile consegnare queste quantità di cibo grazie alle importanti donazioni ricevute – aggiunge Benigni – ma ogni volta che abbassiamo la saracinesca del nostro punto di distribuzione i nostri scaffali sono stati svuotati per riempire le borse della famiglie, che si mettono in fila per avere la loro spesa. Aiuti resi possibili anche dal sostanziale aumento dei prodotti ricevuti dal banco alimentare e dal contributo del Comune”.

La preoccupazione di Anteas è che, se la situazione non subirà un cambiamento, le richieste potrebbero determinare il raddoppio dei numeri dello scorso anno: “Da una prima stima temiamo – conclude Benigni – che potremmo arrivare a consegnare 100 tonnellate di cibo, contro le 59 dello scorso anno e di dover sostenere più di 20mila persone. Numeri, per il nostro territorio, davvero impressionati”.

Anche per Anteas lancia un appello alle aziende e ai cittadini del territorio: “Chi volesse sostenerci, donando alimenti invenduti può farlo chiamando il numero 0564 422324, inviando una email all’indirizzo antea.grosseto@virgilio.it, o sottoscrivendo a nostro favore il 5X1000, codice fiscale 92058730539″.

Più informazioni su

Commenti