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Contratto agricolo provinciale, firmato l’accordo. I sindacati: «Apripista in Toscana»

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GROSSETO – Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil – organizzazioni di Categoria del Settore Agroindustria – giovedì 15 aprile hanno rinnovo il contratto provinciale dell’agricoltura della Provincia di Grosseto, che interesserà quasi 9.000 addetti al settore.

«Il rinnovo – spiegano Pier Paolo Micci (Flai), Antonella Biondi (Fai) e Federico Capponi (Uila) – arriva nel momento in cui il settore agricolo provinciale soffre sia per la pandemia, che ha messo sotto stress il sistema, sia per la terribile gelata notturna della scorsa settimana, che ha messo in ginocchio le più importanti culture locali».

Nonostante tutto, con senso di responsabilità e compatibilmente col rispetto delle normative anti Covid, le trattative tra le parti sono continuate fino alla chiusura del percorso contrattuale.

«I punti qualificanti del rinnovo sono: l’aumento contrattuale complessivo degli operai agricoli dell’1,6 % che sarà corrisposto in due tranche, la prima metà a partire dal mese di aprile, e la seconda a settembre. Aumento che sarà esteso anche al personale che si occupa di guardiania nelle grandi aziende e a quello specializzato nella raccolta dei prodotti (ortaggi, frutta, etc). La creazione dell’Ente bilaterale territoriale, e l’istituzione del rappresentante territoriale dei lavoratori per la sicurezza.

Un passo avanti è stato fatto anche in merito alla classificazione del personale, riconducendo nell’area specializzata “super” alcune figure professionali nel settore ittico.

Questo risultato si aggiunge a quelli contrattati negli anni precedenti, quando, grazie alle prestazioni del fondo assistenziale malattie e infortuni, è stata superata la “carenza” (primi tre giorni) dell’indennità di malattia e d’infortunio, nonché l’integrazione al 100% (prima al 60%) sempre a carico del fondo, per gli stessi istituti. Oltre ad aver rafforzato altre prestazioni assistenziali. Così finalmente anche gli addetti al settore agricolo, dopo 40 anni di mancata integrazione, si allineano alle prestazioni delle categorie dell’industria».

Il pericolo che Flai, Fai e Uila paventavano, era quello di saltare il rinnovo contrattuale su base provinciale, essendo prossima la scadenza del Contratto collettivo nazionale (Ccnl) nel momento di profonda difficoltà seguito alla pandemia e alla crisi economica che la nostra provincia soffre oramai da dieci anni.

«La costituzione e lo sviluppo dell’ente Bilaterale – aggiungono Micci, Biondi e Capponi – diventerà un valore aggiunto per tutti i soggetti, sia per quanto riguarda le politiche di settore, come la sicurezza nei luoghi di lavoro, la formazione professionale, sia per il sostegno al reddito.

Questo è il primo contratto firmato con le controparti siglato in Toscana, e Flai Fai Uila di Grosseto sono consapevoli che aver superato la barriera del rinnovo nella propria realtà potrà essere un buon viatico anche per le altre provincie.

Consapevoli che il rispetto della legalità è l’unico modo per uscire definitivamente da questo momento di difficoltà, Flai Fai Uila ricordano che proprio in Maremma, di concerto con le controparti e l’Inps, assieme all’ex prefetto di Grosseto, è stata creata una delle prime “reti del lavoro agricolo di qualità” in Italia. Sicuramente uno degli strumenti più importanti previsti dalla legge 199/2016 per sviluppare nel tessuto agricolo una maggiore attenzione ai valori fondamentali come la legalità e il rispetto dei contratti. Con l’obiettivo di evitare lo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici in agricoltura».

I tre segretari di categoria concludono sottolineando di «non considerare questo contratto un semplice punto di arrivo, ma la base da cui partire per migliorare le condizioni economiche e normative di tutti coloro che sono a vario titolo impegnati nel settore primario della nostra provincia».

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