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È morto Don Sandro, fu parroco per 19 anni di Punta Ala

PUNTA ALA – Don Sandro Spinelli è morto. Lo storico parroco di Punta Ala, per 19 anni alla guida dea parrocchia della Consolata non ce l’ha fatta.

Don Sandro era malato da tempo e da qualche anno viveva a Mezzolombardo in provincia di Trento.

«Ieri è morto Don Sandro Spinelli della Fraternità di San Carlo – scrive il vescovo di Grosseto Rodolfo Cetoloni – L’avevo sentito pochi giorni fa per sms e mi diceva che non andava bene ma si faceva forza. Ha lottato con un tumore fin da quando ha lasciato punta ala sempre con forza e fede. È stato molti anni fra noi e lo ricordiamo con gratitudine per la sua generosa e vivace umanità nel ministero. Il Signore lo accolga nella sua pace. Preghiamo per lui e facciamo le nostre condoglianze a tutti i membri della Fraternità di San Carlo così provata in questo anno ultimo».

«Don Sandro – ha dichiarato il sindaco di Castiglione della Pescaia Giancarlo Farnetani – ha contribuito alla crescita della nostra comunità ed in particolare ha seguito tante generazioni di giovani che attraverso le sue azioni ed iniziative hanno potuto maturare e diventare genitori».

«Esprimo il cordoglio mio personale – conclude Farnetani – dell’amministrazione comunale e della cittadinanza che si associano al dolore dei familiari, del vescovo e di tutta la comunità ecclesiastica locale per la scomparsa di don Sandro, un prete che sapeva parlare con la gente e nei dialoghi veniva sempre fuori la sua cultura umanistica e religiosa, una dote ed un punto di riferimento costante».

Il funerale di don Sandro Spinelli avrà luogo lunedì 19 aprile alle ore 14:30 nella chiesa di San Giovanni Battista, a Mezzolombardo (Trento).

LA VITA DI DON SANDRO

Brioso, acuto, dotato di una cultura molto vasta, don Sandro – assieme a don Antonio Maffucci e don Antonio “Anas” Anastasio, morti nei mesi scorsi, e a don Gianni Malberti, parroco a Castiglione della Pescaia – aveva fatto parte del nucleo originario di preti che, catturati dal carisma di Comunione e Liberazione, avevano dato vita all’esperienza della Fraternità San Carlo. Era giunto in Maremma nel 1998 e vi si era subito inserito con grande facilità, aiutato da un carattere aperto.

Per diciannove anni è stato parroco di Punta Ala-Pian d’Alma e fino al 2007 anche di Tirli, abbinando all’attività parrocchiale quella di docente di Teologia morale e Teologia dell’arte all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Grosseto.

Per diversi anni è stato anche responsabile dell’ufficio diocesano per la pastorale culturale dando un contributo importante alla valorizzazione del culto di san Guglielmo anche grazie al libro “Guglielmo penitente in Maremma. La fecondità di un incontro”, scritto in occasione della ricognizione delle reliquie del santo, sparse in diverse località del territorio, a cura del dipartimento di scienze archeologiche dell’Università di Pisa. Fu un lavoro corposo, a cui collaborarono varie professionalità e che permise non solo di dare conto della complessa opera di ricognizione sui resti del santo, che portarono anche ad una ricostruzione fisiognomica, ma anche a rimettere insieme devozioni, tradizioni, folklore intorno all’eremita di Malavalle.

Nel 2014 curò un’altra pubblicazione “Guardare…per riconoscere il farsi strico del mistero”, una sorta di compendio alle venti formelle del Rosario realizzate dall’artista Arnaldo Mazzanti per la cappella della luce presso il monastero di Siloe.

Don Sandro ha ricoperto anche incarichi in organismi diocesani: consiglio episcopale, consiglio presbiterale, della commissione diocesana per l’arte sacra. Era stato anche assistente ecclesiastico del Meic (movimento di impegno culturale) di Grosseto, della pastorale universitaria, di direttore dell’ufficio per la pastorale culturale. Nel 2004 era stato chiamato a rappresentare la Diocesi nel comitato etico della Asl, incarico che ha portato avanti per vari anni.

Nato in Brianza nel 1951, licenziato in teologia morale alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, era prete dal 1982. Agli inizi del suo ministero era stato vice parroco a Milano, poi per un periodo a Vallo della Lucania parroco di Santa Maria della Vittoria, direttore dell’ufficio catechistico e responsabile delle vocazioni adulte. Dal 1985 al 1991 fu a Roma come economo generale della Fraternità San Carlo e direttore della casa di formazione, nonché insegnante di religione in una scuola superiore. Nel 1991 era stato inviato a Napoli come rettore dell’Istituto Santa Dorotea, istituto paritario che dalle materne arriva fino al liceo. Nel 1995 un nuovo cambiamento: don Sandro si trasferì a Cosenza come cappellano della casa circondariale, assistente diocesano dell’Unione cristiana imprenditori e dirigenti e del Movimento lavoratori di azione cattolica.

Alla fine del 1998 l’approdo in Maremma dove è rimasto fino al marzo 2018 quando, d’accordo con i superiori della Fraternità San Carlo, fu trasferito nell’Arcidiocesi di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino come parroco delle comunità di Pievescola e Mensano. Un impegno pastorale che però non è durato molto per il sopraggiungere della malattia.

Don Sandro dal 2009 era anche cavaliere dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, delegazione di Grosseto e faceva parte dell’associazione ex allievi salesiani. Amante dello scrivere, più volte aveva collaborato col settimanale diocesano.

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