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A Follonica torna il convegno “Le storie siamo noi”

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FOLLONICA – Nella storia che conosciamo, ciascuna generazione si è assunta, con arroganza, il compito di preparare le successive al loro futuro, di spiegarglielo e predisporglielo. Negli ultimi decenni questo compito ha vacillato. Comportamenti e significati sono mutati, e mutano con una rapidità che non consente la trasmissione intergenerazionale. Le narrazioni condivise, le grandi narrazioni, non hanno fatto in tempo a rinnovarsi, segnando il passo, lasciando il passo a micro-narrazioni e a nuove composizioni ermeneutiche. Le agenzie e i dispositivi sociali ed interindividuali hanno faticato ad adeguarsi, spesso pensando che se ci si fosse comportati come in passato, tutto avrebbe funzionato allo stesso modo.

In questo contesto si colloca l’idea che sia possibile, attraverso l’uso consapevole e intenzionale delle storie, immaginare il futuro che vogliamo ed iniziare a costruirlo a livello individuale e a livello comunitario, e che le persone e le comunità, dunque, abbiano bisogno di materiali da costruzione più che indicazioni e progetti già scritti. 

Con questa premessa si apre il contesto narrativo della terza edizione del Convegno di orientamento narrativo Le storie siamo noi.

“Le storie siamo noi” è un progetto promosso da due associazioni, Pratika di Arezzo e L’altra città di Grosseto, le quali hanno lavorato dal basso per costruire una rete di attori capaci di co-organizzare e co-finanziare un’iniziativa di animazione territoriale a carattere nazionale dedicata alla metodologia di orientamento formativo che prende il nome di orientamento narrativo.

Le prime sette edizioni del convegno – l’azione principale del progetto – hanno coinvolto una rete di attori locali delle province di Grosseto, di Arezzo e, per l’edizione 2011, di Siena, capaci di garantire la sostenibilità del progetto, e una rete di sostenitori e patrocinatori interessati alla diffusione dei risultati e in grado di garantire la solidità scientifica e professionale delle iniziative. Nel 2015 il Convegno si è svolto a Firenze e dal 2017 si tiene stabilmente a Follonica, nel contesto dell’area dell’ex Ilva, una delle più importanti testimonianze di archeologia industriale italiana.

“Per la città di Follonica – spiegano dal Comune – è un appuntamento estremamente significativo che riporta al centro del dibattito i temi dell’educazione e più in generale del contesto contemporaneo nel quale l’educazione si inserisce. E’ un momento in cui esperti , docenti, educatori e politici si ritrovano per ragionare e sviscerare le più significative istanze di una società in continua evoluzione. Mai come oggi questi temi diventano fondamentali per capire cosa ci accade intorno, a quale nuove sfide siamo chiamati, come possiamo immaginare strategie di sviluppo in quello che riteniamo essere il settore più strategico: l’educazione”.

Il convegno si svilupperà, in base alle prescrizioni sanitarie, in modalità ibrida, ovvero in parte in presenza e in parte da remoto e, come nelle edizioni passate, se i protocolli sanitari lo consentiranno, verranno coinvolte tutte le strutture dell’area ex Ilva, trasformando quello spazio in un cantiere di riflessione e di immaginazione del futuro che cambia.

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