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Sei maremmano se dici: «Col regolone in mano»

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GROSSETO – Sei maremmano se dici: «Col regolone in mano».

Siamo ancora a Pasqua, s’è scartato l’ovaio e un anziano sacerdote che ben conosce le tradizioni di un tempo, mi ha raccontato cosa succedeva nei nostri paesini il sabato santo quando le campane erano “legate” (all’epoca si facevano suonare con le funi) in attesa della notte e della veglia di resurrezione.

Accadeva che durante il giorno alcuni laici passavano per le strade tenendo in mano un attrezzo di legno chiamato regolone, che emetteva un suono forte che svegliava! E mentre mandavano il regolone proclamavano anche una sorta di preghiera in rima per preparare la gente:

“Donne levate il pane dal forno che sona mezzogiorno…
Donne mettetevi la cresta (il velo in testa) che sona il primo a messa…..
donne fate leste che il prete in sagrestia si veste…
 Mettete la testa nel catino che sona il primo a mattutino…
 Avvicinatevi al portone che sona a processione…”

E così cantando ci si preparava a Pasqua.

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