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Presunta diffamazione al sindaco, il processo riparte da zero: gli atti tornano al pm

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SCARLINO – La Rinascita di Scarlino interviene sul caso di presunta diffamazione ai danni dell’ex sindaco Maurizio Bizzarri da parte di Erminio Mauro Ontani e Alduvinca Meozzi.

“Il primo marzo si è tenuta, nel tribunale di Grosseto – scrive il gruppo consigliare – davanti al giudice Marco Belisari l’udienza riguardante l’appello proposto avverso la sentenza dell’8 giugno 2018 del giudice di pace di Grosseto Valeria Bellisario che, chiamata a giudicare il reato di presunta diffamazione nei confronti dell’allora Sindaco Maurizio Bizzarri, aveva condannato Erminio Mauro Ontani e Alduvinca Meozzi alla pena di 500 euro di multa per entrambi nonché al risarcimento dei danni in favore di Bizzarri costituitosi parte civile personalmente e in qualità di sindaco, da liquidarsi in separata sede civile, oltre alle spese di costituzione e al pagamento in favore della parte civile , di una provvisionale di cinquemila euro”.

“Il reato – scrive Rinascita di Scarlino – che si sarebbe compiuto nel lontano 2011, era ormai prescritto ma Ontani, presente all’udienza di appello, ha preferito rinunciare alla prescrizione e ha dichiarato di voler essere giudicato. Il giudice ha quindi emesso una nuova sentenza che, in accoglimento dell’eccezione svolta in via preliminare dai difensori di Ontani e di Meozzi, annulla la precedente di primo grado e dichiara l’incompetenza per materia del giudice di pace ordinando la trasmissione degli atti al pubblico ministero”.

“Tutto dovrà quindi ricominciare da capo e questa Ontani – si legge ancora nella nota – potrà finalmente essere giudicato dal suo giudice naturale che potrà valutare se nelle considerazioni critiche avanzate a suo tempo da Ontani e da La Rinascita di Scarlino a seguito della proroga dei 40 anni della concessione del Porto del Puntone, vi fosse una volontà diffamatoria ovvero solo, come ribadiscono Ontani e La Rinascita di Scarlino, una legittima critica politica all’operato del Comune. Ontani afferma infine di voler attivamente partecipare, per quanto consentito dalla legge, a questa vicenda giudiziaria per vedere riconosciuta la correttezza dell’operato suo e del suo gruppo”.

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