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Prenotazione e numero chiuso alle Cascate del mulino, la minoranza: «Siamo sconcertati»

SATURNIA – “Siamo sconcertati”, questa la reazione del gruppo di minoranza Tradizione e futuro alla notizia del contingentamento degli ingressi alle Cascate del mulino di Saturnia (Manciano).

“L’amministrazione comunale di Manciano – spiegano dall’opposizione – ha annunciato, tramite un video pubblicato sul canale Facebook, il numero chiuso per gli ingressi alle Cascate del Mulino attraverso una piattaforma di prenotazione online che non consentirà ai visitatori una permanenza maggiore di quattro ore.

Come gruppo consiliare di minoranza siamo rimasti sconcertati da tale modello di regolamentazione che risulta essere già entrato in vigore, e che insiste, lo ricordiamo, su un’area in parte demaniale e in parte privata, su cui il comune, a nostra conoscenza, non ha di fatto potere di intervento.

Poniamo al sindaco Mirco Morini e all’assessore al turismo Valeris Brun, queste cinque semplici domande:

Come pensano, in un’area libera, di regolamentare gli accessi: c’è l’intenzione di elevare delle barriere fisiche?

Come verrà garantita la priorità dell’accesso agli ospiti delle strutture ricettive del nostro comune?

Come verranno gestiti gli annunciati turni di quattro ore e chi garantirà la sorveglianza al di fuori degli orari di apertura?

Come verrà garantito l’accesso ai cittadini residenti? E come si terrà sotto controllo l’inevitabile aumento di flusso al torrente Gorello?

Il sindaco Morini neanche questa volta ci ha messo la faccia, facendo illustrare questa importante novità ad un consulente del comune. Forse l’amministrazione comunale non si rende conto di quello che sta facendo e del danno che arrecherà al nostro territorio se la ripartenza del settore turistico non verrà gestita in maniera seria e professionale.

Annunciare un tale contingentamento per gli accessi al sito turistico più importante della Maremma, senza aver coinvolto le istituzioni, la cittadinanza e il tessuto produttivo, è un metodo di amministrare un bene pubblico che non è accettabile.

Gli operatori turistici stanno attraversando la peggior crisi economica dell’ultimo secolo e non possono ritrovarsi penalizzati da un’amministrazione delirante che rischia di compromettere una corretta e necessaria fruizione del sito naturalistico a poche settimane dalla riapertura”, concludono da Tradizione e futuro.

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