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Educazione civica, tre giorni di full immersion per gli studenti del liceo Chelli

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GROSSETO – “Questi tre giorni intensivi di educazione civica sono stati per noi la conferma di ciò che ci eravamo ripromessi fin dallo scoppio della pandemia: si deve e si può continuare a fare scuola di qualità pur nelle difficoltà oggettive in cui tutti versiamo. Senza piangerci addosso, ma trasformando la complessità in una occasione per crescere. È stato un gioco di squadra, che ha richiesto molto impegno ma che ci ha resi molto orgogliosi”. Così Paola Biondo, preside dei licei classico e scientifico paritari Chelli, racconta le tre giornate – 7-8 e 9 aprile – che l’Istituto ha dedicato ad un percorso trasversale di educazione civica, incentrato sul tema: “Oltre il conflitto: crescere per intraprendere, le competenze rendono protagonisti”.

Un percorso che ha messo in moto una serie di relazioni con esperti di alto livello, che si sono messi a disposizione della scuola per accompagnare gli studenti nell’approfondimento di alcuni specifici aspetti legati al conflitto, declinati sempre in una chiave di concretezza e multidisciplinarietà.

“Non possiamo che dire grazie a ciascuno dei relatori che si sono messi in gioco con noi – prosegue la preside Biondo – Per i licei Chelli questa è educazione civica: non un di più da incollare quasi forzatamente alle varie materie curriculari, ma uno strumento che lega, una trama di tutto il fare scuola che è stare in una relazione fra un io e un tu che si vogliono incontrare e che utilizzano anche le materie per costruire rapporti e per alimentare un pensiero critico. Un plauso speciale ai ragazzi: abbiamo ricevuto riscontri estremamente positivi dai relatori sul livello dei loro interventi e questo ci stimola a proseguire su questa strada: far entrare sempre nuove competenze dentro la scuola per far entrare la realtà tutta intera”, conclude la preside.

Gli studenti hanno affrontato il tema del conflitto, non solo quello armato, da più punti di vista. A partire dall’intervento di Bruno Mastroianni, giornalista, filosofo e social media manager, che si è confrontato con gli studenti sul tema del conflitto verbale, soprattutto sui social, invitandoli a quella che lui stesso chiama la “disputa felice”. Per proseguire con il conflitto giuridico, grazie all’avvocato Michele Pelosi del foro di Grosseto, e, poi, gli studenti hanno avuto modo di approcciare due casi giudiziari che hanno calamitato l’attenzione dell’opinione pubblica. Uno, più recente, quello della Concordia, insieme al giornalista Guido Fiorini vicecaporedattore de Il Tirreno; l’altro, il caso Tortora, grazie alla testimonianza dell’ex senatrice Francesca Scopelliti, compagna del popolare giornalista e presidente della Fondazione a lui intitolata. E ancora: i ragazzi hanno affrontato anche il tema del “conflitto” con l’ambiente, tema caro anche a papa Francesco, grazie al confronto con Ciro Amato, psicologo clinico esperto in psicologia ambientale, presidente dell’Istituto sviluppo umano integrale, e con l’architetto e artista Rodolfo Lacquaniti, che alle porte di Grosseto ha creato “Il giardino delle meraviglie” in cui propone una riflessione sulla società dei consumi. L’ultimo giorno, poi, il dialogo con p. Firas Lutfi, francescano di Terra Santa, in collegamento dalla Siria, per raccontare i dieci anni di una guerra dolorosa e tragica, dove i cristiani stanno cercando di essere messaggeri di speranza, e con Rondine cittadella della pace, alle porte di Arezzo, realtà che fa del conflitto tra “nemici” lo strumento per formare operatori di pace.

Estremamente significativo, infine, l’incontro che nel pomeriggio studenti e docenti hanno avuto col prefetto di Grosseto Fabio Marsilio, a cui hanno presentato la sintesi del percorso fatto e hanno ascoltato da lui una vera e propria lectio per la vita di liceali che desiderano trovare il senso di questo periodo particolare e andare oltre: un invito a riflettere sempre, a voler costruire relazioni positive e a spendersi per la propria formazione e il servizio alla comunità.

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