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Ddl Zan: due lettori su tre dicono sì. E per il 56% è una priorità per il Paese

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GROSSETO - Dopo l’approvazione alla Camera, avvenuta nel novembre 2020, il ddl contro l’omotransfobia, ribattezzato anche "legge Zan" dal cognome del relatore Alessandro Zan, deputato del Pd, è tornato al centro del dibattito politico. Il disegno di legge, infatti, si è bloccato al Senato dopo che la Lega, ma anche le altre forze del centrodestra, Forza Italia e Fratelli d’Italia, hanno definito il provvedimento non prioritario, non consentendo così l’avvio della discussione in commissione Giustizia.

Ieri il ddl Zan ha subìto un nuovo slittamento: il disegno di legge, che da settimane aspetta la calendarizzazione in Senato dopo l’ok del novembre scorso alla Camera, è ancora in fase di stallo. E' stato il presidente della Commissione Giustizia, il leghista Andrea Ostellari, a bloccare la discussione del testo perché, a suo dire, “questa legge non è una priorità per l'esecutivo”. Ostellari ha così chiesto che prima siano accorpati alla legge altri quattro ddl sull’omotransfobia presentati a palazzo Madama.

Ddl Zan: cos'è?

Ma cosa è il ddl Zan di cui tanto si parla, che ha visto anche numerosi personaggi pubblici schierarsi a favore, primo fra tutti Fedez?

 

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“Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità” è il titolo del ddl Zan. Nell’articolo 1 del TESTO, viene specificato che "per sesso si intende il sesso biolo­gico o anagrafico; per genere si intende qualunque ma­nifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso; per orientamento sessuale si intende l’attrazione sessuale o affettiva nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi i sessi; per identità di genere si intende l’i­dentificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corri­spondente al sesso, indipendentemente dall’aver concluso un percorso di transizione".

Ddl Zan: cosa prevede?

Il provvedimento prevede: la reclusione fino a 18 mesi o una multa fino a 6mila euro per chi commette atti di discriminazione fondati "sul sesso,  sul genere, sull'orientamento sessuale o sull’identità di genere o sulla disabilità”; il carcere da 6 mesi a 4 anni per chi istiga a commettere o commette violenza per gli stessi motivi; la reclusione da 6 mesi a 4 anni per chi partecipa o aiuta organizzazioni aventi tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per gli stessi motivi; per qualsiasi reato commesso per le finalità di discriminazione o di odio la pena viene aumentata fino alla metà; il condannato per può ottenere la sospensione condizionale della pena se presta un lavoro in favore delle associazioni di tutela delle vittime dei reati.

Il ddl Zan prevede anche l’istituzione il 17 maggio della Giornata nazionale contro l'omofobia dedicata alla promozione della cultura del rispetto e dell'inclusione, nonché al contrasto dei pregiudizi, delle discriminazioni. Le scuole di ogni ordine e grado dovranno inserire nella propria offerta formativa programmi di sensibilizzazione a questo tipo di discriminazioni.

Nel provvedimento anche lo stanziamento di 4 milioni di euro all'anno per i centri contro le discriminazioni motivate da orientamento sessuale e identità di genere, per prestare assistenza legale, sanitaria, psicologica, e anche vitto e alloggio alle vittime dei reati di odio e discriminazione.

Ddl Zan: per saperne qualcosa in più

Ancora oggi l’Italia è uno dei pochi paesi europei a non avere una legge che protegga adeguatamente le persone della comunità LGBTQ+, una sigla che indica persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender e altri orientamenti.

Negli scorsi anni ci sono stati vari tentativi di colmare questa lacuna. Il più recente era stato un disegno di legge presentato nella scorsa legislatura dal deputato Ivan Scalfarotto: approvato dalla Camera, mai fu discusso al Senato per timori di eccessive divisioni nella maggioranza.

L’attuale disegno di legge è stato presentato dal deputato del Partito democratico Alessandro Zan, che nella stesura ha preso spunto da cinque precedenti proposte, fra cui quella di Scalfarotto.

Ddl Zan: i risultati dell'Instapoll

Per questo, nel nostro settimanale appuntamento con l'Instapoll, vi abbiamo chiesto cosa ne pensate della legge contro l'omotransfobia. Il 57,8% di coloro che hanno risposto al nostro sondaggio dichiarano di non sapere cosa sia il ddl Zan.

Tra coloro che conoscono il disegno di legge, il 74,8% dice di essere d'accordo con una legge ad hoc che tuteli le persone discriminate per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. Infine, la maggior parte dei partecipanti al nostro Instapoll (56,1%) crede che la legge sulla omotransfobia sia una priorità per il Paese.

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