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A tu per tu con Fulvia Perillo, una vita tra medicina e scrittura

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GROSSETO – Medico specialista, attualmente esercita la libera professione, ma ha lavorato all’Ospedale Misericordia di Grosseto fino al 2017. Nel 2002 consegue anche una laurea in filosofia con indirizzo morale e politico presso l’università di Siena, scrittrice, e grande appassionata di materie umanistiche, alcune sue poesie sono state pubblicate sulla rivista internazionale Gradiva, un suo racconto su Cosmopolitan, e in passato ha scritto anche recensioni di libri. E’ membro del direttivo dell’associazione culturale “Letteratura e dintorni” di Grosseto, città dove è nata e dove vive. L’intervista “a tu per tu” di oggi è con Fulvia Perillo, che ringrazio .

“La medicina è un miscuglio di scienza, saggezza e tecnologia”, sono parole di Robert Platt. Lei Fulvia cosa ne pensa?

La medicina è scienza, ma non si tratta, per lo più, di una scienza esatta, perché ha a che fare con le persone, e dunque il fattore umano è fondamentale. Con questo, il medico ha il dovere di essere aggiornato e di conoscere tutto ciò che il progresso scientifico mette a disposizione, senza mai, però, cadere nella “deriva tecnicistica”, mantenendo alta l’attenzione per ciascun paziente. La malattia in senso astratto non esiste. Per esercitare la professione medica bisogna conoscere, almeno nei punti fondamentali, la persona che curiamo, la sua storia, la sua scala di valori, il suo mondo.

Che cosa significa per lei essere medico?

E’ sempre stata la professione che desideravo esercitare, fin da bambina, perché mi piace ascoltare le persone e ancor più essere utile a risolvere i loro problemi di salute.

Come è nata la sua passione per le scienze umanistiche e per la scrittura?

Anche questa nasce nell’infanzia. Ho sempre letto moltissimo e ho cominciato a scrivere poesie e raccontini alle elementari. Poi, l’impegno dello studio mi ha consentito di continuare a leggere, ma non ho trovato il tempo di scrivere se non occasionalmente. Ho ripreso sul serio a curare la scrittura verso il 2005, anche se ho pubblicato il primo libro nel 2010. I miei studi filosofici hanno contribuito a rafforzare questa mia attitudine e ad allargare le mie conoscenze e letture.

Nel 2018 esce il suo libro “ Il cuore ha quasi sempre ragione”, Pegasus Edition. Perché Fulvia il cuore, secondo lei, ha “Quasi sempre ragione”?

Il cuore, si sa, porta su strade affascinanti, non sempre razionali, per questo ha quasi sempre ragione. Ma non importa, io credo che sia importante seguire i propri sentimenti, anche se non sempre se ne avranno vantaggi. Meglio comunque, vivere le proprie passioni e seguire il proprio “daimon”, quella attitudine profonda che ciascuno di noi ha.

Nel 2019 vengono pubblicati due suoi libri “Anellini in Pastacorta”, Amazon, e “Metteva l’amore sopra ogni cosa”, Effigi: c’è un filo che li unisce?

Sì, certo. A parte un dato che caratterizza quasi tutte le mie storie, e cioè che si svolgono a Grosseto, la protagonista di “Anellini in Pastacorta”, la dolce e un po’ svanita Maria, si ritrova anche in “Metteva l’amore sopra ogni cosa” con un prequel.

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