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Geotermia, il Comitato: «No ai pozzi esplorativi a Pereta, il Comune faccia ricorso al Tar»

MAGLAINO IN TOSCANA – “La Giunta regionale toscana, con la delibera 113 del 15 febbraio 2021, ha autorizzato la realizzazione di 1 slim hole e due pozzi esplorativi geotermici a Pereta nel Comune di Magliano in Toscana da parte di Futuro Energia srl. Il Comitato per la difesa del territorio del Comune di Magliano in Toscana, in rappresentanza di molti cittadini ed imprenditori del nostro territorio, vuole esternare lo sconcerto per questa decisione della Regione, per un’area vocata all’agricoltura di pregio ed al turismo”, scrive, in una nota, il comitato.

“Vocazioni riconosciute dalla Regione stessa – prosegue il comitato -, che ha dato definizione delle Aree non idonee (ANI) per l’installazione di impianti di energia geotermica, ed il nostro territorio è 100% ANI con produzione di eccellenze quali il vino DOP/DOCG Morellino di Scansano e l’olio extravergine di oliva IGP Toscano.

L’autorizzazione è stata quindi giustificata perché riguardante opere finalizzate alla sola ricerca mineraria. Ma questo è palesemente falso. Lo scopo dichiarato della ditta proponente è quello dello sfruttamento geotermico, e quei pozzi che intendono realizzare sono strutturati come pozzi produttivi, come ha chiaramente spiegato il geologo Andrea Borgia per un analogo progetto nel Comune di Scansano con relazione tecnica del 23 luglio 2018.

Come si può pensare, del resto, che una ditta privata, il cui rientro economico ci sarebbe solo con lo sfruttamento geotermico, spenda oltre 6 milioni di euro solo per fini di ricerca?

Nella succitata relazione, Borgia scrive: “il progetto prevede la realizzazione di due pozzi esplorativi dalla stessa piazzola. In casi come questo, i pozzi per essere esplorativi non possono essere in numero superiore ad uno. Altrimenti non sono più esplorativi: per il secondo pozzo già si sa che cosa si andrà a trovare e dove. In realtà tutti i pozzi geotermici dagli anni ’80 ad ora sono stati sviluppati nelle facies metamorfiche della falda Toscana tra i 2500 ed 3500 m di profondità. Questa non e una novità. Qua non c’è niente da esplorare. Le temperature sono sempre quelle o maggiori. In realtà vengono realizzati pozzi “esplorativi” che sono costruiti come pozzi di produzione. Ed infatti durante le prove di produzione si esplicita proprio che i fluidi estratti da uno dei due pozzi saranno reiniettati nell’altro pozzo. In sintesi, questa è una prova di funzionamento di una potenziale centrale geotermica. Non si tratta quindi di esplorare, e l'”esplorativo” è solo un termine di comodo usato dal proponente per frazionare la via tra perforazione e costruzione+esercizio dell’impianto in modo da pater far immaginare, in questa fase, un impatto minore di quello effettivo de! progetto totale.
E’ singolare che la Regione, che ha il compito di garantire l’equità del procedimento, non si sia accorta di una tale impostazione.
Caso diverso sarebbe stato se il proponente avesse proposto un pozzo tipo slim­ hole, che a seguito della perforazione e delle eventuali prove di strata viene chiuso minerariamente. Questa sarebbe stato effettivamente un pozzo esplorativo. Invece nel nostro caso i pozzi non sono effettivamente esplorativi e quindi avrebbe dovuto essere fatta la valutazione di impatto ambientale per tutto l’impianto, inclusi la centrale di produzione e l’elettrodotto di collegamento”.

Il Comune di Magliano in Toscana ha dimostrato in più riprese di essere contrario allo sfruttamento geotermico nel nostro territorio e quindi lo esortiamo a presentare quanto prima, e comunque entro i termini, un ricorso al Tar per tutelare gli interessi dei suoi concittadini e degli imprenditori locali”, conclude il Comitato per la difesa del territorio del Comune di Magliano in Toscana.

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