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Zona rossa, Confartigianato attacca: «Ristori da fame, estetica e acconciatori sull’orlo del baratro»

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GROSSETO – Il blocco delle estetiste e degli acconciatori è ingiustificato, sostiene Confartigianato Grosseto, il comparto è in estrema difficoltà pur avendo sempre garantito ai propri clienti la massima sicurezza e pur avendo investito ingenti somme per introdurre i dispositivi anti Covid previsti dal Governo. Il comparto benessere ha dovuto subire queste chiusure, malgrado abbia dimostrato negli anni di poter garantire la massima sicurezza, lavorando per appuntamenti individuali e rispettando al massimo tutte le regole più congrue a far lavorare con tranquillità il personale e mettere a proprio agio i clienti.

“Con questa decisione gravissima  – commenta Mauro Ciani segretario di Confartigianato Grosseto – non solo si mette in ginocchio un intero settore ma si da un durissimo colpo anche all’imprenditoria femminile. Le donne impegnate nel settore sfiorano il 90% degli addetti; imprenditrici e dipendenti sulle quali già gravano molte conseguenze della pandemia come la cura dei familiari anziani, malati e  figli. La prolungata chiusura in zona rossa di parrucchieri, barbieri e centri estetici, decisa anche per il periodo prefestivo, sta penalizzando un settore che aveva risposto con prontezza e ottimi livelli di sicurezza alla precedente possibilità di apertura degli esercizi in caso di rosso.

Come Confartigianato Grosseto siamo dunque a chiedere alle Istituzioni locali e nazionali di consentire la loro apertura ma anche di attivare i promessi ristori attualmente in ritardo e comunque insufficienti. In questi mesi viviamo il momento peggiore dall’inizio dell’emergenza sanitaria – continua Ciani – i fatturati sono in caduta libera, le spese vive aumentano e i ristori tardano ad arrivare. Per tante attività la perdita media di fatturato, che consente di accedere al contributo, è circa del 25%, non arriva al 30%. Quindi molti non avranno alcun ristoro o lo avranno in misura assai ridotta.

Come rappresentanti della categoria chiediamo ai  parlamentari toscani, alla Regione e al Governo una risposta coerente e adeguati sostegni. Chiediamo interventi fiscali oltre ad un reale sostegno economico a supporto alle nostre attività duramente colpite da chiusure e dalle limitazioni agli spostamenti. Deve essere ben chiaro a tutti – precisa il segretario – che senza reali sostegni e ristori tante attività non riusciranno a riaprire con un conseguente danno enorme per imprenditori, dipendenti, famiglie e per l’intero tessuto socio-economico locale. Inoltre questa chiusura forzata, oltre a favorire gli abusivi che lavorano in casa senza le misure di sicurezza anti contagio, diventa poco comprensibile se si considera che altre attività commerciali restano aperte con rischio di assembramenti.

Serve una seria riflessione sull’opportunità di questa decisione  – conclude Ciani – e contemporaneamente serve con urgenza  lo stanziamento e l’invio alle imprese, di ristori realmente adeguati a compensare le perdite subite, sia dal punto di vista della quantità delle risorse messe in campo, sia della commisurazione reali ai cali di fatturato: le nostre imprese hanno bisogno prima di tutto di certezze e di chiarezza, e di ristori che consentano di mantenere in vita le proprie attività in attesa della fine di questa drammatica crisi”.

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