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Di Giacinto: «Perché Follonica non dice sì al progetto Uffizi diffusi?»

FOLLONICA – «Se Follonica riuscisse a essere una delle sedi del progetto “Uffizi diffusi”, ideato e lanciato dal direttore delle Gallerie degli Uffizi di Firenze Schmidt e sostenuto dalla Regione Toscana, avrebbe moltissimi vantaggi sia dal punto di vista culturale che da quello economico» a dirlo Massimo Di Giacinto capogruppo consiliare lista civica Di Giacinto.

«Esporre quadri e opere d’arte di grande interesse, che attualmente sono nei depositi del museo fiorentino, è un’occasione più unica che rara. Peccato però che come me non la pensa il sindaco Andrea Benini che in consiglio comunale ha risposto a una interpellanza dicendo in estrema sintesi che l’assessore alla cultura, e a tanto altro Barbara Catalani, sta seguendo la proposta ma ancora non è stata presa nessuna decisione circa la possibilità di candidare Follonica come partner del prestigioso museo fiorentino, conosciuto in tutto il mondo, nel progetto “Uffizi diffusi”».

«E pensare che Massa Marittima, Grosseto e altre decine di città e paesi toscani hanno subito fiutato l’affare, culturale e economico che l’operazione offre, e si sono immediatamente organizzati per cogliere al volo l’occasione. Ma forse quegli amministratori non sono a un livello culturale e amministrativo pari a quello di Benini, Catalani e compagni. Allora sindaco metta da parte, per una volta, i pregiudizi e valuti serenamente le proposte dell’opposizione civica nell’interesse della città. Ha di meglio e più interessante da offrire a cittadini e turisti dal punto di vista culturale, con tanti altri vantaggi collegati, del progetto “Uffizi diffusi”? Con tutta sincerità, vista l’offerta culturale di questi ultimi anni fatta salva qualche rara eccezione, penso proprio di no» prosegue Di Giacinto.

«Ero convinto, e lo sono sempre di più, che se Follonica riuscisse a essere una delle sedi del progetto “Uffizi diffusi”, ideato e lanciato dal direttore delle Gallerie degli Uffizi di Firenze Eike Dieter Schmidt e sostenuto dalla Regione Toscana, avrebbe moltissimi vantaggi sia dal punto di vista culturale che da quello economico. Esporre quadri e opere d’arte di grande interesse, che attualmente sono nei depositi del museo fiorentino, è un’occasione più unica che rara dal punto di vista culturale con sicure ricadute economiche e turistiche, anche nella cosiddetta “bassa stagione”».

«Benini sostiene che è necessario valutare bene alcuni aspetti come la capacità di garantire la sicurezza delle opere esposte con adeguati sistemi di allarme, la guardiania, la videosorveglianza, un adeguato microclima, i costi assicurativi e di gestione. E ci mancherebbe altro, mi sembra il minimo! Continua affermando che l’operazione dev’essere prima di tutto un fatto culturale. E chi lo nega, ma si ostina a sottovalutare il ritorno di immagine e i vantaggi economici che, soprattutto di questi tempi, sono estremamente importanti».

«Ho l’impressione, ma è più di una impressione visto la serie di singolari considerazioni sciorinate da Benini, che ha l’intenzione di non farne di nulla. E pensare che Massa Marittima, Grosseto e altre decine di città e paesi toscani hanno subito fiutato l’affare culturale e economico che l’operazione offre e si sono immediatamente organizzati per cogliere al volo l’occasione, perché hanno capito quanto è importante avere un rapporto diretto con il prestigioso museo fiorentino conosciuto in tutto il mondo. Ma forse quegli amministratori non sono a un livello culturale e amministrativo pari a quello di Benini, Catalani e compagni. Non capisco la logica, sempre che ce ne sia una, per la quale Benini snobba questa irripetibile e ghiotta opportunità. Allora sindaco metta da parte, per una volta e nell’interesse della città, i pregiudizi e valuti serenamente le proposte dell’opposizione civica. Forse ha qualcosa di meglio e più interessante da offrire a cittadini e turisti dal punto di vista culturale, con tanti altri vantaggi collegati, del progetto “Uffizi diffusi”? Con tutta sincerità, vista l’offerta culturale di questi ultimi anni fatta salva qualche rara eccezione, penso proprio di no».

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