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Spadi: «La Regione a fianco della Maremma per nuove riqualificazioni»

La regione Toscana inserirà le aree di Rigagnolo e Fenice Capanne all'interno di un iter di interesse culturale

COLLINE METALLIFERE – “Sono contenta che la Regione Toscana abbia confermato l’area delle Colline Metallifere e in particolare i siti di Rigagnolo (Montieri) e Fenice Capanne (Massa Marittima) tra i luoghi di interesse culturale”. Inizia così la nota di Donatella Spadi, consigliere regionale Pd, sulla valutazione dei luoghi di interesse culturale da parte della Regione Toscana.

“Nelle Colline Metallifere – spiega Donatella Spadi – si trovano siti di grande rilievo per tutta la Maremma. Proprio ieri l’assessore regionale all’ambiente, Monia Monni ha fatto visita nelle zone di Montieri e Massa Marittima per analizzare lo stato dei siti minerari di Rigagnolo e Fenice Capanne. Già nel 2009 fu presentato un progetto di bonifica che mise insieme la Regione, i due comuni grossetani, la società gestore dell’impianto, Syndial (oggi Eni Rewind) e Eni divisione gas e Power Spa. Un accordo di programma che riguardava le Colline Metallifere e l’area Merse Campiano per valutare eventuali interventi di bonifica e riqualificazione su 35 siti inquinati, 4 concessioni minerarie e 3 gallerie di scolo di acqua mineraria. Gran parte di questi progetti sono stati portati a termine mentre in altri, come nella zona di Fenicie Capanne, sono ancora fermi”.

“L’impegno della Regione – continua il consigliere regionale – sarà quello di portare a termine i lavori di riqualificazione e valorizzare di quei siti che, ancora oggi, rappresentano la storia delle Colline Metallifere. Per quanto riguarda i siti di Montieri, tra cui Rigagnolo, il progetto sarà quello di accorparlo al ‘progetto Merse’, così da consentire un intervento ancora più sostenibile dal punto di vista ambientale. Attualmente, nell’area di Rigagnolo, la preoccupazione più grande è rivolta alla presenza di una struttura di calcestruzzo di forma cilindrica, precedentemente utilizzata per operazioni di arricchimento dei minerali estratti. La criticità nel rimuoverlo sta in un rischio di inquinamento delle acque sottostanti. È indispensabile, però, intervenire al più presto, prima che la struttura, ormai fatiscente, si sfaldi provocando un danno irreparabile”.

“Analoga, se non più critica, la situazione della zona di Fenice Capanne – conclude Spadi – vista la maggiore estensione del sito minerario. All’interno dell’area si trovano diversi beni ritenuti di interesse culturale. Occorrerà un’analisi più dettagliata per capire lo stato di questi materiali e se questi costituiscano una minaccia per l’ambiente. Grazie all’assessore Monni, alla Soprintendenza e al Genio Civile sarà possibile ripartire per dare risalto a una delle zone di pregio per tutta la Maremma”.

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