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Di Giacinto: «La storia del nuovo depuratore è una vera telenovela»

"La triste realtà: i follonichesi dovranno sopportare il puzzo del depuratore chissà per quanto tempo ancora. Sono solo loro i veri protagonisti della “soap opera” in tutti questi anni"

FOLLONICA – “Quella della costruzione del nuovo depuratore a Follonica sembra una vera e propria “telenovela” ma, purtroppo, no lo è”, a dirlo il consigliere Massimo Di Giacinto.

“Nella prima puntata, all’inizio di dicembre 2019 – prosegue -, appare un comunicato di Acquedotto del Fiora – dopo una conferenza stampa in comune presente il sindaco Andrea Benini, il vicesindaco Andrea Pecorini, il presidente dell’Acquedotto Roberto Renai, l’amministratore delegato Piero Ferrari, la responsabile della gestione operativa Michela Ticciati e la titolare dell’unità reti e impianti ambientali Monica Mercuri, praticamente tutto lo stato maggiore di AdF – che trionfalmente titolava “presentato lo studio di fattibilità per il nuovo depuratore a Campo Cangino, una soluzione innovativa frutto della stretta sinergia tra AdF e amministrazione comunale”.

Addirittura il sindaco dichiarava che il progetto era pronto, che avevano affermato la necessità di un nuovo impianto e addirittura si erano già attivati per reperire le risorse in ambito regionale e nazionale, fiduciosi che ciascuno avrebbe fatto la propria parte.

Nella seconda puntata, a metà dicembre 2019, il sindaco e il presidente di AdF dicevano ufficialmente di aver avuto una serie di contatti con il neo sottosegretario al Ministero dell’ambiente del secondo governo Conte, il dem Roberto Morassut, che aveva apprezzato il progetto del nuovo depuratore e garantito il suo impegno perché il governo giallo-rosso valutasse attentamente il progetto di Follonica perché un’eccellenza su cui poter investire.

Poi nella terza puntata, a fine giugno 2019, il colpo di scena tipico delle “telenovelas”: viste le continue proteste dei cittadini per il “puzzo” proveniente dall’impianto percepibile di giorno e di notte in gran parte di Follonica, il sindaco, arrabbiatissimo, rese pubblico un reclamo formale nei confronti dell’Acquedotto del Fiora col quale chiedeva un indennizzo da detrarre dalla bolletta dei follonichesi che da anni e anni subiscono i miasmi provenienti dal depuratore. Indennizzi che nessuno ha mai visto, manco col binocolo.

Infine nella quarta e ultima puntata, di fine novembre scorso, AdF confermava che nel programma degli interventi 2020-2023 c’è la realizzazione di un nuovo depuratore per la città di Follonica delle potenzialità di 125 mila abitanti equivalenti rispetto gli 85 mila dell’attuale impianto ma che, riassumendo, non ci sono i soldi. Si spera, dicono, che la costruzione del nuovo depuratore possa concretizzarsi dopo il 2023 se ci saranno sostanziali economie nei 155 interventi già programmati, o se si potranno avere dei finanziamenti a fondo perduto oppure se il progetto rientri nell’ambito del “Recovery and Resilience Fund” e i soldi necessari le metta l’Europa.

Come al solito dichiarazioni tante, ma fatti pochi. La triste realtà: i follonichesi, soprattutto quelli che risiedono nei pressi di Campo Cangino e i turisti, incolpevoli comparse nella “telenovela”, dovranno sopportare il puzzo del depuratore chissà per quanto tempo ancora e nonostante quanto dichiarato, assicurato, garantito e promesso dal sindaco Benini e dai vertici dell’Acquedotto del Fiora, i veri protagonisti della sopra descritta “soap opera” in tutti questi anni. Spero vivamente di sbagliarmi, ne sarei felicissimo. Per davvero”, conclude.

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