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Precetto pasquale interforze, il vescovo Rodolfo celebra la messa al Quarto Stormo

GROSSETO – Il vescovo Rodolfo si è recato alla base del 4 Stormo dove ha celebrato la Messa in occasione del precetto pasquale interforze. Presenti i rappresentanti di tutte le forze armate e dei Vigili del fuoco di stanza sul territorio. Presenti anche l’assessore Chiara Veltroni, in rappresentanza del Comune, due cavalieri dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, dame della Croce Rossa e un rappresentante dell’Associazione Arma aeronautica con il labaro. Hanno animato la liturgia le suore francescane di santa Elisabetta.

La celebrazione si è tenuta in un hangar della base militare. Ha concelebrato don Jarek Migus, che in questi mesi sta supplendo il cappellano militare, impegnato in una missione in Kossovo. “Pasqua – ha detto il Vescovo all’inizio della Messa – è rimettere il piede sul una pietra sicura: la pietra che è Cristo che vince ogni morte. Ecco perché è significativo che questa celebrazione si tenga in questo hangar, luogo di lavoro ordinario, che ci dice che il Risorto è qui, dentro le fatiche, le responsabilità, i doveri, i pesi di ogni giorno”.

Al termine della Messa, il colonnello Mario Piero Marchisio, comandante del Cemivet e del presidio militare, nel richiamare il significato lessicale della parola Pasqua, ha auspicato che anche per l’umanità di oggi ci sia presto un “passare oltre” il dramma della pandemia, che sta mietendo vittime e fiaccando la speranza. Quindi, assieme al comandante del 4° Stormo, il colonnello Eros Zaniboni, ha fatto dono al Vescovo di un quadro raffigurante la pineta maremmana, con al centro riprodotti i simboli di tutte le forze armate e dei vigili del fuoco. Il dipinto è stato realizzato dal tenente Virginia Paolino, giovane ufficiale veterinario del Cemivet. Un dono che ha commosso il Vescovo, che ringraziando ha sottolineato come verosimilmente questo sia stato per lui l’ultimo precetto officiato coi militari, ai quali ha rivolto il suo grazie “per i rapporti sempre fraterni che hanno caratterizzato questi otto anni”.

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