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Confcommercio su decreto Sostegni: «Rafforzare gli stanziamenti per i ristori»

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GROSSETO – “Come detto dal nostro presidente nazionale Carlo Sangalli, il decreto Sostegni purtroppo ha ancora forti limiti, in quanto i parametri per ottenere i ristori sono troppo selettivi e le risorse sono insufficienti. Le imprese del nostro territorio iniziano a non avere più riserve per andare avanti. Non hanno più fiato per aspettare la conclusione della campagna vaccinale. E’ necessario fare di più”.

Commentano, così, in sintesi, da Confcommercio Grosseto sul nuovo Dl, approvato ieri dal Cdm.

“Riteniamo che occorra rafforzare le risorse dedicate agli aiuti che saranno riconosciuti ad imprese e partite Iva – spiegano dall’associazione di categoria – a fronte delle perdite di fatturato medio mensile registrate nel 2020 rispetto al 2019”.

L’associazione fa infatti notare come il provvedimento stanzi, per questi interventi, “circa 11 miliardi sui 32 complessivi, a fronte di 3 milioni di soggetti interessati, tenendo conto dei filtri di accesso agli indennizzi costituiti da un ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi inferiore nel 2020 di almeno il 30 per cento rispetto al 2019, e dal tetto di 10 milioni di euro per i ricavi o compensi”.

C’è poi il tema dei costi fissi. “Devono assolutamente essere utilizzati tra i parametri – proseguono dall’associazione – per calcolare ulteriori sostegni senza i quali tantissime aziende sono ad altissimo rischio di chiusura”.

“Restano urgentissimi, a nostro avviso, gli interventi in materia di moratorie creditizie e di sostegno della liquidità delle imprese – dicono ancora da Confcommercio Grosseto – Bene invece le proroghe della Cassa Covid, ferma restando la necessità di assicurare la copertura anche per tutti i periodi antecedenti al primo aprile, e delle deroghe per i contratti a termine sino alla fine dell’anno, nonché l’ulteriore finanziamento del fondo per il parziale esonero contributivo di lavoratori autonomi e professionisti istituito in Legge di Bilancio”.

Infine, parlando delle misure fiscali, Confcommercio sottolinea di essere “in attesa della riforma della riscossione”.

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