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Porto, Iavarone e Temperani: «L’amministrazione non ha risposto alle nostre richieste»

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA – «Ci dispiace notare che preferite nascondervi dietro alla parola “demagogia” piuttosto che rispondere alle legittime domande, poste dalla Lista Civica con Aldo Iavarone e dal rappresentante dei pescatori Giuseppe Temperani, qualche giorno fa, ovvero: quando e come avete intenzione di risolvere i gravi problemi del Comparto Porto? Cosa intendete fare per salvare la stagione ormai imminente? Perché non avete mai risposto alla richiesta di intervento che l’Associazione dei Pescatori vi ha inviato a gennaio? Nascondersi dietro alle parole non risolve i problemi che, da gennaio ad oggi, si sono moltiplicati», scrivono, in una nota, Aldo Iavarone e Giuseppe Temperani.

«Leggiamo dal vostro comunicato stampa “ieri mattina si sono svolti all’interno del porto canale i rilievi batinometrici”. Sono passati più di due mesi dalla segnalazione. Forse non avete ben presente l’entità della questione, ci permettiamo quindi di riproporvela: l’ordinanza pubblicata dalla Capitaneria di Porto vieta il transito a natanti e pescherecci che hanno il pescaggio della chiglia superiore a quello consentito, vale a dire la maggior parte delle imbarcazioni presenti in porto.

Chi non osserva tale divieto lo fa a suo rischio e pericolo, consapevole che le compagnie assicurative potrebbero rifiutarsi di pagare eventuali danni. Ma i pescherecci devono comunque continuare a lavorare, così come gli operatori del comparto e, fino a prova contraria, l’entità delle mareggiate non è prevedibile. Perciò urge trovare una soluzione rapida.

Il Covid ha già messo in ginocchio molte aziende, se poi alla pandemia aggiungiamo l’attuale impraticabilità del porto e il fermo pesca, a breve sarà inevitabile assistere anche alla chiusura di chi finora è riuscito a resistere.

Inoltre non ci sembra rispettoso considerare la protesta del comparto una semplice chiacchiera da strada. Gli operatori non hanno scelto di “parlare in mezzo a una strada” come sottolineate voi, bensì sulla banchina davanti al porto appunto per rispettare le procedure di sicurezza richieste dal protocollo Covid.

Ancora una volta rileviamo che il leit motiv delle ultime due legislature non è cambiato: è sempre colpa delle amministrazioni precedenti (guarda caso di centrodestra), il solito scarica barile semplicistico a cui, dopo 10 anni, non crede più nessuno.

Forse non leggete con sufficiente attenzione i nostri comunicati: noi avevamo comprato un mezzo per dare risposte immediate. Voi l’avete svenduto.

Scopriamo dalla vostra replica che in cinque anni avete speso ben 2 milioni di euro a favore del Comparto Porto. Ma se oggi siamo ancora in queste condizioni, è legittimo domandarsi come sono stati investiti questi soldi. Non mancheremo quindi di affrontare la questione quando saremo davvero in campagna elettorale.

Per il momento infatti le nostre osservazioni non intendevano né attaccare/accusare nessuno, né tantomeno strumentalizzare un problema così delicato a scopo elettorale. Fare domande e chiedere risposte non ha nulla a che vedere con la demagogia o il populismo, per noi era ed ė importante segnalare la gravità della situazione ed esortare l’amministrazione ad agire tempestivamente proponendo soluzioni concrete.

Noi ne abbiamo suggerita una di facile e rapida applicazione, già utilizzata da alcuni operatori portuali che, a proprie spese, hanno provveduto a manutenere il fondale dirimpetto a ciascuna concessione con risultati apprezzabili – concludono -. Se voi ne avete di migliori saremo felici di ascoltarle».

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