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Grosseto

Le commissarie: «Perché Vivarelli Colonna non ci ha convocate?». Ma il Consiglio salta per la pandemia

Domani si sarebbe dovuto svolgere il Consiglio provinciale straordinario per trattare degli attriti sorti in seno alla Commissione Pari opportunità, ma è stato posticipato "a causa della pandemia", spiega la nota della Provincia.

Palazzo Provincia

GROSSETO – “Perché Vivarelli Colonna non ci ha convocate?”, a chiederselo le sei commissarie della Commissione Pari opportunità della Provincia di Grosseto che il 18 febbraio scorso avevano presentato un documento al Consiglio provinciale “lamentando alcuni comportamenti non consoni al ruolo ricoperto dalla consigliera provinciale Olga Ciaramella“, dopo la mancata convocazione al Consiglio provinciale straordinario a porte chiuse e in presenza che si sarebbe dovuto tenere domani. “Sarebbe” perché pochi minuti fa la Provincia ha comunicato che il Consiglio provinciale è posticipato a data da destinarsi “a causa della pandemia”.

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L’ordine del giorno della seduta era: “Assunzione e valutazione delle lettere e relazioni pervenute all’amministrazione e relative a problemi di funzionamento interni alla Commissione provinciale alle pari opportunità”.

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“Nello scritto, inviato ai consiglieri il 18 febbraio, le firmatarie accennavano solo in modo generico a quanto successo soprattutto, ma non solo, nell’ultima riunione del 15 dicembre, e per questo chiedevano di essere ascoltate in Consiglio provinciale”, spiegano le commissarie in una nota.

“Le sei commissarie hanno accolto favorevolmente l’invito ad un primo colloquio – prosegue la nota -, richiesto dal presidente della Provincia Antonfrancesco Vivarelli Colonna, svoltosi il 23 febbraio. In tale occasione Vivarelli Colonna, che già era stato avvisato di quanto stava succedendo in un incontro riservato tenutosi in Comune i primi di dicembre con la presidente della Commissione, ha dimostrato la volontà di discuterne in un Consiglio provinciale straordinario, rispondendo così anche alla richiesta di alcuni consiglieri.

Sarebbe stato corretto invitare al dibattito, oltre alla consigliera Olga Ciaramella, anche le sei commissarie che invece non hanno ricevuto formale invito, e hanno appreso del Consiglio provinciale solo dalla stampa. Questo comportamento è un chiaro segnale della volontà del
presidente della Provincia di impedire che le firmatarie vengano ascoltate nelle sedi collegiali e istituzionali.

Le sei commissarie ribadiscono che i modi, i toni, i termini utilizzati non sono consoni al ruolo di chi rappresenta la Provincia nella promozione delle pari opportunità, e che tali modi di agire, oltre ad essere stati lesivi della dignità non solo delle donne, ma di ogni persona, hanno compromesso gravemente il lavoro della Commissione, per questo non sono disposte a cedere e pretendono di
essere ascoltate in sede di Consiglio provinciale. Perché Vivarelli Colonna non le ha convocate?”, chiude la nota.

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