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Appello degli iscritti Pd: «Fiducia in Zingaretti, basta guerre intestine»

GROSSETO – «Caro Nicola» inizia così la lettera aperta che alcuni iscritti Pd hanno scritto al segretario dimissionario Zingaretyti. Tra i firmatari della lettera Pier Vittorio Marzocchi, Fulvio Marini, Fiorenza Caneschi, Alessandra Marini, Luigi Piccini, Marco Simiani, Luca Giommoni, Walter Lunardi, Catiuscia Scoccati.

«Proprio in questi giorni di due anni fa il popolo del centro sinistra ti manifestava il suo appoggio convinto – sancito da oltre 1 milione di voti alle primarie – al fine di iniziare una stagione di rinascita per il nostro partito e insieme per una Italia più giusta. Con la tua guida e il contributo del nuovo gruppo dirigente nazionale noi democratici abbiamo potuto rialzare la testa dopo la batosta delle elezioni del 2018; con pazienza e spirito di unità e di apertura abbiamo contribuito, partecipando al governo giallo rosso, a bloccare la deriva autoritaria e razzista che si profilava per l’Italia e l’intera Europa. Il tutto nel mezzo di due scissioni, un nuovo ruolo e un rapporto positivo e paritario con l’Unione europea e varie elezioni regionali dai risultati alterni, ma comunque confortanti. Risultati innegabili frutto della pratica del dialogo e del confronto interno e con le altre forze del rinnovamento.

Risultati importanti specialmente nella nuova fase prodottasi con lo tsunami della attuale pandemia, con il rischio di una catastrofe umana e sociale. La caduta del Governo Conte ha rappresentato indubbiamente una battuta d’arresto per le forze riformiste, disegnando un nuovo e inedito scenario, con nuove sfide. I partiti sembrano aver risposto all’appello accorato del Presidente della repubblica al dovere della responsabilità nazionale e della unità. Si apre un nuovo capitolo della storia italiana e forse mondiale, in cui si giocano le sorti di milioni di cittadini, il loro presente e il loro futuro. Il Pd deve esserci con le sue idee e le sue proposte, forte e unito, propositivo e autorevole, capace di mettere in campo un progetto di una nuova Italia, elaborato dalle forze di un centro sinistra allargato. È necessario esserci e andare avanti! A fronte di questa sfida e queste necessità, invece, abbiamo assistito prima alla caduta del Governo “Conte bis” e contemporaneamente alla delegittimazione del segretario nazionale del Pd e della sua linea politica. Parliamo di un progetto di coalizione politica votato all’unanimità in tutte le sedi decisionali del partito e in particolare della sua Direzione nazionale che veniva cannoneggiato a ogni piè sospinto, negato e contraddetto da numerosi e ben individuabili personaggi nelle sue stesse stanze, esponenti di fazioni e correnti, retaggio di esperienze già sconfitte e perdenti; correnti che, giorno dopo giorno davano vita ad una guerriglia mediatica intenzionati a indebolire le scelte sottoscritte e far ritornare indietro l’orologio del progetto riformatore appena delineato.
Non si è trattato della richiesta di confronto, di dibattito, della normale dialettica fra diverse opinioni ma di attacchi e accuse, dirette e indirette, al segretario, da regolare in un congresso all’insegna della conta delle tessere e della messa in discussione della attuale dirigenza e della strategia politica di un nuovo corso del centro sinistra. Uno spettacolo deprimente e preoccupante, fatto di attacchi, critiche e accuse pretestuose, anche alla persona: il tutto per logorare, indebolire e condizionare, far sterzare l’intero partito verso un orizzonte di centro, certo più moderato. Nella sostanza un gioco al massacro, da cui qualcuno sogna di raccogliere le macerie in voti e prebende.

Caro segretario, pensiamo di interpretare i sentimenti di tanti iscritti ed elettori esprimendoti – anche pubblicamente – la nostra fiducia e il nostro sostegno per una battaglia portata vanti in questi due anni e che rischia di arenarsi, anziché procedere e consolidarsi a livello nazionale e nei territori. Anche per questo serve la tua presenza, il tuo stile pacato ma battagliero, la tua guida, che ci dà speranza e forza per affrontare le difficili scelte del presente e le battaglie prossime.

Da qui l’augurio, l’appello e la richiesta del ritiro delle tue dimissioni, da sottoporre al vaglio della imminente assemblea nazionale che saprà indicare la strada migliore da intraprendere, non solo per il Pd ma anche per tutta la sinistra progressista, essenziale per costruire un paese più onesto e più giusto». 

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