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Cresce il numero dei positivi, Follonica rischia la zona rossa. L’appello: «Massima attenzione»

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FOLLONICA – La città del Golfo cammina su un filo molto sottile. I crescenti casi di coronavirus fanno temere il passaggio in zona rossa. Nella giornata di ieri si sono registrati undici nuovi casi che fanno salire il bilancio a un totale di 148 cittadini positivi.

Follonica, insieme ad altri in Toscana, è fra quelli i cui valori richiedono la massima attenzione. Il Comitato Tecnico Scientifico ha infatti individuato un valore di soglia massima oltre il quale scatta la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado e vengono assunti provvedimenti restrittivi più severi, ovvero scatterebbe la zona rossa. Quel valore è di 250 nuovi casi in sette giorni su 100mila abitanti. Follonica è ancora sotto quel valore, ma non di molto. Il dato varia, di giorno in giorno, al mutare del numero di nuovi positivi.

«Il superamento del limite – afferma il sindaco Andrea Benini – significherebbe un peggioramento consistente della situazione nella nostra città in termini di diffusione della pandemia, dobbiamo continuare a tenere alta l’attenzione, a rispettare le regole. Abbiamo intensificato i controlli, ma occorre soprattutto continuare ad avere un alto senso di responsabilità in una fase che continua ad essere molto difficile. E che purtroppo segue un periodo lungo (troppo lungo) di fortissime criticità incertezze e sofferenze, per chi ha subito un lutto in questi mesi, per chi ha contratto il virus, per chi ha perduto il lavoro o ha dovuto chiudere la propria attività».

«Dobbiamo continuare ad essere prudenti e attenti – prosegue il primo cittadino, lanciando un appello alla città -, a rispettare le regole che conosciamo, lo dobbiamo fare per chi sta ancora combattendo il virus, a casa o in ospedale, ed a loro vogliamo esprimere la vicinanza l’affetto l’abbraccio forte di tutta la città; lo dobbiamo fare per tutte quelle attività ancora chiuse, frutto magari del lavoro e dei sacrifici di una vita che non sanno ad oggi come (e se) potranno riaprire; dobbiamo farlo per quei gestori o proprietari dei locali che pur potendo lavorare (anche solo in modalità limitata) hanno deciso comunque di chiudere in questo momento perché non sono in condizioni di garantire condizioni di sicurezza fuori dal locale rischiando poi di rimetterci in proprio. Dobbiamo farlo per i nostri ragazzi che stanno tenendo duro, insieme ai loro insegnanti, provando a fare scuola a distanza, anche se proprio scuola, quella non è. Dobbiamo farlo per i nostri bambini più piccoli, che stanno continuando ad andare a scuola, e – vi assicuro – farò di tutto per far sì che possano continuare a farlo (in sicurezza) perché la Dad per i bambini più piccoli è sostanzialmente impraticabile. Consapevoli che se si registreranno criticità dentro quelle scuole, sempre in accordo con le dirigenti, prenderemo le necessarie decisioni.

«Dobbiamo farlo per uscirne quanto prima da tutto questo, sperando finalmente che le vaccinazioni possano decollare;  è davvero insostenobile questo andamento a singhiozzo. Dobbiamo farlo per tutti loro, per tutto questo. Sappiamo anche che rispettare le regole non basterà per arginare il virus. Ma è ciò che possiamo fare, e dobbiamo farlo al massimo delle nostre capacità. Grazie a tutti coloro che si stanno impegnando, al personale sanitario, alle forze dell’ordine, a chi tiene duro, a chi nonostante tutto sta tenendo accesa la luce della speranza, della cura, della fiducia. Con il proprio lavoro, con il proprio impegno, con la propria dignità, anche solo con un sorriso».

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