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Istituto Falusi, Pci: «Le dimissioni del Cda denunciano l’assenza di istituzioni e politica»

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MASSA MARITTIMA – “Le dimissioni del CdA dell’Istituto Falusi non giungono inaspettate e vanno ben oltre alla questione degli affitti ma si legano al totale abbandono in cui l’organo è stato lasciato dalla sua costituzione”, scrive, in una nota, il Pci.

“L’appello lanciato dal CdA al comune di Massa a febbraio, che chiedeva garanzie a sostegno del percorso per l’approvazione del Bilancio di previsione 2021 dell’istituto e che attendeva risposta, doveva pervenire entro la fine di febbraio. In assenza di tali garanzie il consiglio non era più disponibile a proseguire nel mandato.

Tutto questo non è avvenuto ed il Consiglio ha rassegnato dimissioni irrevocabili. Un messaggio che denuncia l’assenza istituzionale e quel rilancio annunciato da Marcello Giuntini nel 2019 non c’è stato, anzi, in perfetta continuità con la passata legislatura, il comune di Massa Marittima, in perfetta sintonia con le amministrazioni di Follonica e Gavorrano, ha abbandonato ogni iniziativa.

Ora a chi darà la colpa Giuntini: alla pandemia, ai quattro comunisti, alle minoranze becere o si farà un esame di coscienza assumendosi le responsabilità di un fallimento che le dimissioni dei consiglieri, non disponibili a fare da parafulmini, lanciano rimettendo il mandato?

Sul Falusi come sulla sanità il comune di Massa ha fatto da sordo, rifiutando qualsiasi confronto nonostante il nostro partito con atti depositati e grazie al consigliere Lorenzini, componente del passato CdA, abbiano lanciato.

Mai una risposta formale tant’è che le richieste di atti sono state imposte dal difensore civico e per avere un appuntamento con il Sindaco è stato necessario scrivere al prefetto.

Ma se il comportamento dell’amministrazione non brilla, peggio ancora è quello del Pd. Non si capisce dove sia e perché non prenda mai posizioni su questioni così importanti e delicate.

Certo in due anni è stato costruito un supermercato e si è preferito scontrarsi in più consigli per riparare un tratto di strada consortile perché evidentemente in questi casi si prendono maggiori consensi, piuttosto che dedicare attenzioni e tempo a due edifici come l’ospedale e l’istituto che rischiano di perdere e soprattutto di far perdere fondamentali servizi alla popolazione, posti di lavoro, prestigio alla città.

Sì perché se si depotenziano e si danneggiano questi servizi le conseguenze sono fatali per una comunità come quella di Massa depotenziata economicamente e dove la maggiore occupazione è rappresentata proprio dalle strutture socio – sanitarie e questa situazione avrà ricadute negative anche sulle strutture di Gavorrano e Follonica.

Come PCI riteniamo che le nostre proposte, molto precise e concrete, siano da perseguire senza ulteriori indugi per evitare il fallimento dell’Ente. Siamo a disposizione anche ad un confronto pubblico.

Auspichiamo infine che la situazione non sia stata creata proprio per regalare ai carrozzoni del Coeso o alla Asl la gestione dell’Istituto. Già troppo, come il Castello di Monte Regio, l’ex Inam e la vecchia sede della comunità Montana di Valle Aspra, sono stati donati in passato senza avere nulla in cambio.

Bene hanno fatto a fare un passo indietro i componenti del CdA, bene ha fatto il presidente Lorenzo Brenci a dimettersi. Per pura casualità tutto ciò coincide con le dimissioni di Nicola Zingaretti e, ci auguriamo, diano una scossa alla politica locale del Pd perché non ci sono solo poltrone e divani da occupare ma anche risposte da dare ai cittadini, soprattutto a chi è più debole e fragile”.

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