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Di Giacinto contro l’amministrazione: «Si “vende” quando è necessario, ma si realizza poco o nulla»

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FOLLONICA – “L’alveo del torrente Petraia durante il periodo invernale, dal ponte su via Bicocchi alla sua foce, è continuamente e notoriamente interessato dall’accumulo di detriti, materiali, alghe, fanghiglia e quant’altro, derivanti dalle piene a monte ma anche dalle correnti marine in entrata dallo sbocco a mare che da “illo tempore” sono causa di cattivi odori e di una immagine non certo bella di quella parte della città, tra l’altro molto frequentata nel periodo estivo e non solo.

L’ultimo intervento “serio” di pulizia, a cura del Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa, risale alla primavera del 2018, poi il nulla o quasi. Qualche giorno fa il sindaco si è impegnato a rimuovere il materiale in eccesso accumulato prima della stagione estiva, per evitare i miasmi con il rialzo delle temperature, rialzo ormai prossimo. Benissimo, ma è giusto far sapere ai cittadini, visto che Andrea Benini si guarda bene dal farlo, che oltre alla necessaria pulizia sono previste, ma come al solito solo previste fino a oggi, delle importanti opere di sistemazione e riqualificazione dell’alveo terminale e della foce del torrente Petraia. E questo a partire dal piano triennale delle opere pubbliche approvato a luglio del 2018.

Questi annunci, a cui l’accoppiata sindaco Andrea Benini e vicesindaco-assessore ai lavori pubblici Andrea Pecorini è particolarmente portata, prevedono degli interventi per ridurre i fenomeni di ristagno nel tratto terminale del torrente Petraia, la mitigazione delle varie componenti delle acque, l’ottimizzazione del sistema dei pennelli di efflusso delle acque del medesimo torrente per un costo totale di 450mila euro. Previsioni che poi si sono arricchite, dal 2020, di un progetto di fattibilità tecnica e economica che individua tra le alternative progettuali quella che contiene un sistema idoneo a impedire l’accesso dell’acqua di mare nel Petraia in caso di necessità di pulizia dell’alveo nel tratto tra via Bicocchi e via Giacomelli. E così si passa da 450mila a 500mila euro. Tanto sono previsioni, non costano nulla e fanno effetto.

Di fatto, dal 2018, si pensa di fare questa importante e necessaria opera pubblica per non appestare ancora dal puzzo i cittadini che risiedono da quelli parti e chi, per un motivo o per l’altro, ci transita.

Si “vende” quando è necessario, ma si realizza poco o nulla. Intanto, datemi retta, partiamo quanto prima col pulire e poi, per piacere e senza aspettare ancora, aprite il cantiere”, conclude.

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