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Ulmi replica a Spadi: «Non sono io ad essere poco collaborativo ma il Pd»

GROSSETO – “Tacciare me di faziosità, come ha fatto la consigliera Donatella Spadi, non solo va contro l’atteggiamento che ho sin dal mio insediamento avuto e di cui lei è testimone, condividendo nel mio ruolo di vicepresidente della commissione sanità la stesura di molti atti con il presidente Pd Sostegni, ma è fuori tema con il motivo per cui ho criticato la decisione del Partito Democratico di bocciare la risoluzione sui medici in pensione che si offrono volontariamente di vaccinare”.

Così il consigliere regionale della Lega Andrea Ulmi replica alla collega che lo ha attaccato per il suo intervento sulla bocciatura di una risoluzione della sanità collegata alla vicenda del dottor Fabrizio Fabiano, che si era proposto per aiutare la Asl nei vaccini senza aver avuto una risposta.

“La risoluzione che ho proposto – afferma Ulmi- prendeva spunto dalla vicenda del dottor Fabiano per invitare la giunta a dotarsi di uno sportello, fisico o virtuale, in cui il medico in pensione che, pur non essendo più legato alla quotidianità del lavoro, ha voglia di dare il suo contributo, lo possa fare senza dover incorrere in mille risvolti burocratici.

E proprio la sburocratizzazione, con la conseguente velocizzazione del procedimento, era lo spirito della risoluzione bocciata dal Pd. Uno spirito che segue altri miei atti che vanno nel senso di eliminare quei vincoli che rappresentano delle vere e proprie oppressioni per chi ha a che fare con la pubblica amministrazione e che, in questo caso, alla fine può costringere il medico in pensione a soprassedere dai suoi propositi proprio nel momento in cui il suo aiuto sarebbe necessario.

Dire che la mia critica vuole rompere l’unità di intenti che come Lega abbiamo con i fatti dimostrato in un periodo di emergenza, così come fa la consigliera Spadi mi strappa un amaro sorriso, visto che proprio mercoledì il gruppo del Partito Democratico ha fatto annunciare da un consigliere, peraltro non il capogruppo, che avrebbe bocciato, indipendentemente dal loro contenuto, le quattordici proposte di risoluzione presentate dall’opposizione, che nel frattempo, con grande senso di responsabilità, aveva approvato diversi atti della maggioranza.

Se questo è il concetto di collaborazione che ha il Pd, vuol dire che di democratico ha, forse, solamente il nome”, conclude Ulmi.

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