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Gessi rossi: «Serve un sito di stoccaggio. preoccupati per la sorte di Venator e il futuro dei lavoratori»

GROSSETO – Martedì pomeriggio c’è stato un incontro al quale hanno partecipato i sindaci di Follonica, Scarlino, Massa Marittima, Gavorrano e Roccastrada, il presidente della Camera di commercio, il responsabile di delegazione di Confindustria Toscana Sud, e i segretari di Cgil, Cisl e Uil. Oggetto della riunione l’analisi della procedura per l’individuazione dell’area di stoccaggio dei gessi rossi risultanti dal ciclo di lavorazione di Venator.

«I partecipanti all’incontro hanno condiviso la comune preoccupazione per l’evolversi della situazione in quanto, senza la possibilità di mettere a dimora i gessi rossi, per l’azienda non sarà più possibile operare. Il tempo stringe ed è necessario concludere il percorso di scelta del sito dove collocarli a dimora. Naturalmente nel rispetto delle normative di tutela ambientale e garantendo la salute pubblica» afferamno coloro che si sono riuniti.

«C’è altresì grande apprensione per le possibili ricadute occupazionali che una mancata tempestiva decisione potrebbe avere, sia rispetto agli addetti diretti e indiretti impiegati nel ciclo produttivo di Venator, che rispetto al vasto indotto garantito a grandi e piccole aziende che operano nella piana di Scarlino. Complessivamente almeno 800 persone potenzialmente interessate».

«D’altra parte, rispetto allo stoccaggio dei gessi rossi, va tenuto conto della positiva esperienza della ex cava di Montioni, nel comune di Follonica, dove dal 2001 Venator colloca i gessi rossi. Un sito monitorato in modo continuativo e molto puntuale che non ha mai dato problemi, e che è stato gestito dall’azienda in collaborazione stretta con Arpat, Asl e Comune di Follonica» prosegue la nota di Camera di commercio, Comuni di Scarlino, Follonica, Gavorrano, Massa Marittima e Roccastrada, Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Confindustria.

«Venator, infine, sta portando a termine il nuovo e moderno impianto di essiccamento dei gessi rossi, con l’obiettivo di dimezzarne il volume e di riutilizzarli come ammendante agricolo, gesso chimico per manufatti edili, materiale adatto a ripristini ambientali e riempimenti. Considerate tutti i diversi aspetti della vicenda, è stato condiviso l’auspicio che presto si possa concludere con esito positivo la conferenza dei servizi del prossimo 4 marzo».

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