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Cartoline rosa appese in tutta Italia per chiedere che il Recovery Fund sia usato per la parità di genere

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GROSSETO – «Il recovery non ci copre». Da Trieste a Palermo, passando per Cagliari e facendo tappa a Grosseto, è questo l’appello che le attiviste del Giusto Mezzo hanno attaccato a lampioni, pali, alberi, panchine, balaustre, semafori, ringhiere, davanti a scuole, bancomat, musei, palazzi pubblici, monumenti, spiagge, fiumi. Con una piccola incursione a Bruxelles, di fronte al Parlamento europeo. Cartoline, appese con dei nastri rosa, con un QR code che rimanda alla petizione sul sito ilgiustomezzo.it rivolta al Governo, il primo atto del movimento nato su ispirazione di Half of it.

«La petizione chiede al presidente del Consiglio dei Ministri, prima Giuseppe Conte e ora Mario Draghi, di utilizzare metà dei soldi messi a disposizione dall’Unione Europea attraverso il Recovery Fund per politiche integrate e investimenti moltiplicatori sulla parità di genere e l’occupazione femminile: asili, servizi di cura, congedo di paternità obbligatorio, superamento del gap salariale» afferma Elena Romano attivista del GiustoMezzo.

«Dopo la call to action di lunedì scorso, sono centinaia le attiviste (e gli attivisti) del Giusto Mezzo che venerdì, sabato e domenica hanno appeso i fiocchi rosa dal nord al sud Italia, raggiungendo quasi 390 tra grandi città e piccoli comuni e 56mila firme raccolte in totale. L’operazione continua anche nei prossimi giorni. Fiocchi e card verranno rimosse nel fine settimana, nel totale rispetto dell’ambiente, ma la battaglia del Giusto Mezzo non si ferma. E si prepara a invadere l’Italia con la sua onda rosa».

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