Confesercenti e Confcommercio scendono in piazza: «Grosseto va trattata diversamente dal resto della Toscana»

GROSSETO – Si svolgerà lunedì 1 marzo la grande mobilitazione, organizzata da Confcommercio Toscana e Confesercenti Toscana, che coinvolgerà gli imprenditori del terziario di tutta la regione per reclamare una diversa gestione dell’emergenza, alternativa alle chiusure imposte dalle normative antiCovid (nella foto i presidenti provinciali di Ascom Confcommercio e Confesercenti, Carla Palmieri e Giovanni Caso).

In tutti i capoluoghi di provincia toscani, titolari di azienda, liberi professionisti, dipendenti e collaboratori ma anche semplici cittadini si daranno appuntamento nelle piazze o strade principali per mettere in scena una lunga, immobile e silenziosa “catena umana”. In piedi, uno accanto all’altro (ma a distanza di sicurezza), indossando alcuni cartelli esplicativi, testimonieranno come e quanto le loro attività siano interconnesse, tanto che la chiusura imposta ad alcune si riflette in una consistente flessione del lavoro per tutti.

“Le nostre associazioni rappresentano oltre settantamila imprese del terziario toscano e in questi giorni stiamo raccogliendo la sollecitazione di tutti i nostri iscritti: dai titolari di palestre, cinema, locali da ballo e altri luoghi di intrattenimento, in difficoltà ormai da un anno, agli imprenditori del turismo, che hanno visto crollare i loro fatturati fino al 90%. Ma ci saranno anche gli ambulanti, i commercianti di vari settori, dagli articoli sportivi alla moda, poi le rappresentanze di bar e ristoranti, aperti e chiusi a singhiozzo ormai da mesi, con i loro dipendenti, i loro fornitori e tutti i professionisti e lavoratori che a vario titolo gravitano intorno al mondo del terziario, come grafici, commercialisti, comunicatori, grossisti, trasportatori e così via”, dicono i direttori regionali di Confcommercio Franco Marinoni e di Confesercenti Massimo Biagioni.

“È passato un anno dall’inizio della pandemia, evidenzia Nico Gronchi, presidente di Confesercenti Toscana, e in questo anno abbiamo perso oltre 100 mld di consumi, 200 mila lavoratori autonomi tra imprenditori, collaboratori e liberi professionisti e le strade per combattere il virus sono ancora chiudere le attività (oltre 100 giorni i negozi e 160 bar e ristoranti), restrizioni ed una corsa ad ostacoli per i vaccini. Chiusure, regole cambiate all’ultimo e indennizzi a singhiozzo, stanno distruggendo l’economia “buona” di questa Regione ed è per questo che con questa iniziativa vogliamo chiedere, tutti insieme, un cambio di passo: Le imprese vogliono lavorare, non vivere di sussidi e sono pronte ad assumersi la responsabilità di farlo in piena sicurezza”.

“Vogliamo portare alla luce i volti e le storie di chi finora ha solo subìto le norme restrittive imposte a suon di Dpcm, senza però che questo sacrificio si sia tradotto in un arresto deciso della pandemia– sottolinea la presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini – la salute sta a cuore a tutti noi ma siamo convinti che si possa, e si debba, imparare a conciliare la sicurezza antiCovid 19 con il lavoro. Le nostre imprese trattengono il fiato da un anno, non possono reggere altri lockdown. Oltre tutto, nel mondo scientifico qualcuno da tempo avanza l’ipotesi che di pandemie come questa in futuro ne vedremo altre. Sarà forse il caso di progettare un piano b”.

LE INIZIATIVE TERRITORIALI 

GROSSETO
La catena umana si svilupperà in forma circolare in piazza Dante, luogo centrale del capoluogo di provincia toscano con l’indice di contagi più basso in assoluto. Che, per questo, chiede un trattamento differenziato dal resto della regione

AREZZO
La catena umana si svilupperà lungo tutto il Corso Italia, sarà composta da oltre 300 imprenditori del terziario divisi in 7 frazioni. Partirà dai Bastioni di Santo Spirito (inizio del Corso) e arriverà in via di Seteria (ingresso a piazza Grande) ai piedi della Pieve.

FIRENZE
La catena umana prenderà avvio dal ristorante “La Maremma”, in via Verdi 16/r, luogo purtroppo diventato il simbolo delle devastanti conseguenze del Covid-19, che hanno portato il titolare dell’attività all’estremo gesto di togliersi la vita. Percorrerà via Verdi fino a piazza Salvemini, si snoderà lungo tutto Borgo degli Albizi per poi proseguire in via del Proconsolo e terminare quindi in piazza Duomo 10, sede della Presidenza della Regione Toscana.

LIVORNO
La catena umana si articolerà lungo i lati di piazza Grande

LUCCA
La catena umana si svilupperà in piazza Napoleone

VIAREGGIO
La catena umana si svilupperà sotto il palazzo del Comune

MASSA
La catena umana si svilupperà sotto la Prefettura in piazza Aranci

PISA
La catena umana si articolerà in piazza dei Miracoli, ai piedi della torre pendente

PISTOIA
Presumibilmente nel capoluogo di provincia di Pistoia, da definire

PRATO
Presumibilmente nel capoluogo di provincia di Prato, da definire

SIENA
Raduno in piazza Duomo di fronte alla Prefettura, con presenza statica, mascherine e rispetto del distanziamento, riempiendo lo spazio della piazza

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