Del Santo: «Noi medici di base pronti a vaccinare gli anziani. Ogni dose è preziosa: usciremo da questo incubo»

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GROSSETO – Impegno, fiducia, un po’ di emozione. E voglia di normalità. Marilena Del Santo, medico di medicina generale a Grosseto (città che rappresenta anche in municipio come consigliere comunale) è pronta. Alle sue mani, come a quelle dei suoi colleghi, la Maremma si affida per la vaccinazione degli over 80. Nel suo studio, che si trova nel centro storico del capoluogo, si partirà mercoledì 24 febbraio con sei somministrazioni. “Ovvero con le dosi che ci hanno inviato – spiega Del Santo – poi la campagna proseguirà con le forniture di Pfizer e Moderna che arriveranno nelle prossime settimane”.

Dottoressa, come arriva a questo appuntamento?
“Preparata. Abbiamo seguito con attenzione un tutorial di tre ore e mezza della Regione Toscana. Adesso manca solo il flaconcino del vaccino: sei dosi da somministrare ai primi pazienti”.

Come sono stati scelti?
“Inserendo i parametri indicati dalla Regione, che ci ha mandato l’elenco da seguire. Abbiamo mezz’ora per ogni paziente, ci intervalleremo con la dottoressa Castellani (con la quale Del Santo divide lo studio, ndr) in questa prima giornata come ulteriore cautela. Ma le procedure sono state seguite scrupolosamente, abbiamo contattato tutte le famiglie per evitare che ci siano sovrapposizioni e che più persone possano arrivare nello stesso momento”.

Lei si è vaccinata. Cosa si sente di dire alle persone?
“Di stare tranquilli e di fidarsi della scienza. Ma devo dire che con i miei pazienti non c’è stato bisogno, forse anche grazie al modo in cui ci siamo parlati per tanti anni. Sono tutti molto educati e sanno che questo è un momento fondamentale”.

Marilena Del Santo

La risposta è stata positiva?
“Direi entusiasta. Tutti vorrebbero fare il vaccino e non fanno altro che chiamarmi per chiedermi quando toccherà a loro. Purtroppo c’è una graduatoria ed è necessario aspettare il proprio turno. Mi auguro che presto arrivino vaccini a sufficienza per tutti”.

Anche perché per gli over 80 c’è soltanto Pfizer.
“E anche Moderna. Che però viene destinato alle persone che non possono muoversi dalla loro abitazione, visto che è più facile da conservare. Con Moderna, che si trasporta con una borsa frigo, riusciremo ad andare nelle case per fare 11 somministrazioni”.

Problemi per mantenere la catena del freddo su Pfizer?
“Direi di no. Ci arrivano appena scongelati dalla Asl, noi li mettiamo in frigo e abbiamo cinque giorni per iniettarli. Non ci sono problemi con i tempi, anche perché noi li useremo subito”.

E’ emozionata in vista di mercoledì?
“Da medico sono abituata a essere concentrata sul paziente, sulle diagnosi e sulle cure. Da essere umano dico che è bello iniziare a vedere la luce dopo un anno così difficile e un po’ di emozione c’è. Ma l’organizzazione è capillare e nulla viene lasciato al caso. Abbiamo anche due pazienti “in panchina”, pronti a subentrare qualora i titolari non si presentassero in ambulatorio. Ogni dose è preziosa e non va sprecata”.

Quanto è stato difficile questo anno?
“Un incubo. Dal quale ora tutti vogliamo uscire e i vaccini possono aiutarci a farlo. Per questo è importante che tutti ne comprendano l’importanza. Solo così possiamo tornare a vivere”.

Come è stata la sua esperienza con il Covid?
“Solo in questa seconda ondata ho avuto 26 pazienti contagiati. Per un medico è tutto più difficile, perché ci sono anche le attività normali che vanno avanti. Da affiancare all’assistenza continua ai malati di Covid. Che vanno controllati almeno tre volte al giorno, con chiamate o messaggi, per verificare tutti i parametri. Giorno e notte, non smettiamo mai di essere medici e di prenderci cura di loro”.

Come stanno le persone dopo il Covid?
“Al di là delle difficoltà psicologiche, che dopo un periodo così difficile sono comuni ormai a tanti e che in chi ha contratto la malattia si accentuano, ho riscontrato le difficoltà a negativizzarsi in diversi pazienti. Anche due mesi. Poi c’è chi accusa stanchezza, astenia, mal di testa e altri problemi, per diverso tempo dopo la guarigione”.

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