L’opposizione: «Dal 2016 la Provincia non ha il Piano di azioni positive»

Una grave inadempienza del governo di Antonfrancesco Vivarelli Colonna che mette in discussione il Piano assunzioni

GROSSETO – “Dal 2016 la Provincia non ha il Piano triennale di azioni positive. Una grave inadempienza del governo di Antonfrancesco Vivarelli Colonna che mette in discussione il Piano assunzioni”, scrivono, in una nota, i consiglieri provinciali Francesco Limatola, sindaco di Roccastrada, Marcello Giuntini, sindaco di Massa Marittima, Luca Aldi, consigliere comunale Orbetello, Lorenzo Mascagni, consigliere comunale Grosseto, e Rinaldo Carlicchi, consigliere comunale Grosseto

“L’Italia – proseguono -, con decreto legislativo 198/2006, arricchiva la normativa in materia di Pari opportunità con una prescrizione contenuta all’articolo 6 della legge 246/2005 e istitutiva il Codice delle Pari opportunità tra uomo e donna. Fu un importante salto culturale per il nostro Paese.

Nel decreto legislativo 198/2006 all’articolo 48 si prescrive che le amministrazioni pubbliche devono predisporre il Piano triennale di azioni positive. Il mancato adempimento di tale obbligo determina il divieto di procedere ad assunzioni, anche per lavoro flessibile.

La Provincia di Grosseto ha adottato l’ultimo Piano triennale di azioni positive nel 2013, era presidente Leonardo Marras. Essendo con valenza triennale, il Piano scadeva nel 2016.

Il Piano non è un generico strumento legislativo che enuncia i principi sacrosanti di uguaglianza tra uomo e donna, ma deve essere creato su misura per ogni ente, ne deve rispecchiare la realtà e perseguire gli obiettivi proposti in termini positivi. Per questo è legato strutturalmente al piano assunzioni e ne è ineludibile ossatura, l’uno deve essere correlato all’altro.

Il presidente della Provincia Antonfrancesco Vivarelli Colonna e il segretario generale dell’Ente hanno omesso di rinnovare il Piano commettendo un’inadempienza politica, amministrativa ed erariale così come indicato in varie sentenze della Cassazione.

Amministrare bene è cosa complessa, quando poi le azioni e, in tal caso, le mancate azioni vanno a ledere regole di civiltà il giudizio di condanna deve essere ancor più netto.

I comizi con mascherina sono in questo quadro soltanto folkloristica campagna elettorale e bene hanno fatto le consigliere di parità a denunciarlo. Per questo abbiamo chiesto un consiglio provinciale ad hoc e l’audizione delle consigliere che hanno scritto la lettera in cui si condannano comportamenti irresponsabili della consigliera delegata Olga Ciaramella.

Sorvolare e scegliere di non rinnovare il Piano triennale di azioni positive è cosa ben più grave. Indica una volontà di sottovalutare i principi di parità, di offenderli con l’indifferenza e di mettere così a rischio anche il Piano delle assunzioni dell’Ente.

Non giustificheremo l’inadempienza con l’incapacità dei vari livelli istituzionali. Il nostro giudizio è ben più netto. Chiamiamo a responsabilità di Legge tutti i vari soggetti che hanno omesso la redazione e l’approvazione del Piano e ne richiediamo l’immediata stesura e approvazione per il triennio attuale”, concludono.

 

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