De Martis all’attacco sul Cassero: «Gli errori del Comune rischiano di costare 130.000 euro di danni alla città»

GROSSETO – “Doveva essere la gallina dalle uova d’oro, capace di portare nella casse comunali 75.000 euro di canoni di affitto e restituire a nuova vita il monumento più bello della nostra città. Invece ci ritroviamo il Cassero è vuoto, zero entrate e pure il rischio di doverci frugare in tasca per risarcire 130.000 euro di danni”. Lo scrive Carlo De Martis, capogruppo Lista Mascagni Sindaco nel consiglio comunale di Grosseto.

“A tanto ammonta la richiesta della società che si era aggiudicata il Cassero – scrive De Martis – che imputa il naufragio di quell’esperienza alla mala gestione dell’Amministrazione comunale. A stabilire torti e ragioni ci penserà un giudice. Certo è che qualcosa non ha funzionato, e non è solo una questione di ‘burocrazia’, parola dietro la quale spesso si nascondono responsabilità ben più sostanziali”.

“Le Mura sono una vetrina della nostra città – scrive il consigliere – per il turismo e per la cultura certamente, ma anche per mostrare la nostra ‘affidabilità’ e capacità di attrarre investimenti. A maggior ragione, allora, non è ammissibile che un’ordinaria procedura per la concessione di un bene possa rimanere appesa per ben quattordici mesi, tanti sono passati dalla pubblicazione dell’avviso di gara per il Cassero alla certificazione del buco nell’acqua, intervenuta nel giugno del 2020. E intanto da quel momento di mesi ne sono trascorsi altri nove, con l’Istituzione Le Mura che scarica le responsabilità sull’Amministrazione comunale e annuncia la retrocessione del Cassero dalla lista delle priorità: «perché adesso stiamo lavorando ad altre due cose», Cavallerizza e Sala Eden”.

“La domanda allora sorge spontanea – spiega – a cosa serve un’Istituzione appositamente dedicata alle Mura se non riesce ad occuparsi delle Mura? Un soggetto ad hoc per le Mura può continuare a rappresentare un’opzione valida, ma solo a condizione che su di esso l’Amministrazione comunale decida realmente di investire, mettendo soldi veri (oggi sono appena trentamila euro annui, metà dei quali drenati da consulenze esterne per la contabilità ordinaria), ma anche risorse umane e competenze. Diversamente le estati che si erano susseguite negli anni passati, fino al 2016, quando il Cassero era uno splendido luogo di incontro dove trovare cultura e ristorazione, teatro e concerti, e un bellissimo cinema all’aperto, continueranno a rimanere solo un bel ricordo”.

 

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