Commissione Pari opportunità contro Ciaramella: «Offese e propaganda elettorale con il suo ruolo»

GROSSETO – “Ieri sei commissarie hanno presentato un documento al Consiglio provinciale, lamentando alcuni comportamenti non consoni al ruolo ricoperto dalla consigliera provinciale Olga Ciaramella“, scrive, in una nota, un gruppo di commissarie della Commissione Pari opportunità della Provincia di Grosseto.

“Nel documento – proseguono –  vengono riportati alcuni episodi che sarebbero stati vissuti dalle commissarie firmatarie come atti di ingerenza nei lavori della commissione da parte della consigliera la quale, invece di agevolare la commissione nel perseguimento delle finalità istituzionali di promozione di attività e progetti volti all’integrazione, al superamento di fenomeni discriminatori e la promozione delle pari opportunità, di elaborazioni di proposte da presentare al Consiglio provinciale ha sempre esercitato pressioni, talvolta sfociate anche in vere e proprie imposizioni e nell’uso di espressioni sconvenienti rivolte alle commissarie.

Le commissarie, finora, per non creare problemi all’attività della commissione, avevano sempre cercato di concentrarsi solo sulle attività da svolgere, tollerando tali comportamenti che peraltro hanno palesemente causato una sempre minore partecipazione alle riunioni.

Ultimamente, però, dopo le parole offensive pronunciate nei loro confronti nell’ultima riunione, la strumentalizzazione dell’ultimo evento della Commissione Provinciale, nato per far conoscere le attività svolte da tutte le commissioni comunali nella giornata del 25 novembre, e utilizzato invece dalla consigliera per una evidente personale campagna elettorale, sottraendo tempo agli interventi delle commissioni comunali e, infine, la mancata condivisione con la commissione dell’iniziativa “La Maremma a fianco delle donne”, di cui la commissione è stata informata a riunioni già svolte pur essendone stata già pubblicizzata la partecipazione, le commissarie hanno ritenuto di non poter più subire tali comportamenti.

Considerato che, come da delibera 10 del 31 gennaio 2017, l’attribuzione delle deleghe da parte del presidente della Provincia non le riconosce tali poteri, hanno perciò chiesto al presidente della Provincia e al Consiglio provinciale se siano a conoscenza di quanto accaduto, se tali comportamenti siano condivisi, di interrogarsi su un siffatto agire e di adoperarsi affinché non si verifichi più in futuro una tale situazione perché sarebbe la sconfitta del concetto di parità e di pari opportunità”, conclude la nota.

Le commissarie incontreranno il presidente Antonfrancesco Vivarelli Colonna martedì 23 febbraio, dopo di che si terrà un consiglio provinciale a porte chiuse per trattare la questione.

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