Manifestazione vaccini: «Chi paga di più le dosi le ottiene prima. No brevetti, produciamoli da soli»

GROSSETO – Una manifestazione di piazza, lì dove i vaccini vengono fatti, a Barbanella, in via Edmondo De Amicis, nel comune di Grosseto. A promuovere la mobilitazione Potere al Popolo, che chiama a raccolta i cittadini «di fronte a uno dei luoghi adibiti alla somministrazione dei vaccini».

Potere al Popolo chiama a raccolta «la cittadinanza e tutte le forze politiche, associative, sindacali e sociali che si rispecchiano nelle richieste contenute nel lancio dell’iniziativa. Al momento hanno dato adesione il Partito Comunista Italiano di Grosseto e il Forum Cittadini del Mondo, il circolo di Grosseto di Rifondazione Comunista».

«Niente come una pandemia dimostra se un sistema economico e politico funziona oppure è completamente sbagliato. Niente come una pandemia dimostra quali interessi stanno nel cuore di quel sistema, se quelli di pochi potenti oppure dell’intera popolazione. Qui nell’Occidente neoliberista si era puntato tutto sul “convivere con il virus” per consentire alle imprese private di continuare a guadagnare. Sempre, con qualsiasi livello di contagi, con qualsiasi numero di morti. Qui tutte le speranze di fermare la pandemia erano state affidate ai vaccini, mai come questa volta cercati e trovati in tempi rapidi, con colossali investimenti soprattutto pubblici (soltanto Moderna ha ricevuto più di 4 miliardi di dollari addirittura dall’amministrazione Trump). Ma proprio l’essersi affidati a delle multinazionali private ha fatto saltare tutti i piani vaccinali. Soprattutto nei paesi che non hanno stabilimenti dedicati, di quelle multinazionali, sul proprio territorio» prosegue la nota.

«Chi paga di più le dosi le ottiene prima, e nella misura promessa. Gli altri vedono ridursi le forniture, anche se hanno pagato in anticipo. Ogni paese sospetta che altri siano stati privilegiati, anche all’interno dell’Unione Europea. Nessuna solidarietà, nessun fronte comune. È saltato completamente anche l’argomento “più grandi siamo, più saremo rispettati”. Lo vediamo con Astrazeneca – società anglo-svedese – che taglia del 60% le forniture ai paesi Ue prima ancora di vedere il proprio vaccino riconosciuto dall’Ema, quella stessa Ue che “minaccia azioni legali” e pubblica i contratti pieni di omissis, perché alle multinazionali di Big Pharma sono state concesse clausole che nessun acquirente concederebbe mai ad un fornitore. Lo vediamo con Pfizer, società americana, che all’arrivo di Biden è stata pressata per aumentare lo stock immediato da destinare agli Usa, anche a scapito di altri “clienti”: -29%, e poi un altro -20%».

«Se l’umanità vuole sopravvivere, superare questa ed altre pandemie che vengono già previste, deve essere in grado di trovare e fabbricare vaccini, e tutti gli altri medicinali, secondo un piano e dimensioni sufficienti a curare tutti. Per scelta pubblica, senza aspettare che qualche multinazionale ci faccia la grazia; Per questi motivi Potere al Popolo Grosseto considera necessario prendere parola per squarciare la cappa anestetica sotto la quale stanno cercando di farci digerire l’ennesimo scempio. Come sostenuto dalla campagna europea Right2cure, collegata all’iniziativa dei cittadini europei NoprofitonPandemic, di fronte a una pandemia tutti hanno diritto a una cura. Facciamo perciò appello a scendere in piazza alle forze politiche, sindacali e sociali che in quest’anno si sono mobilitate contro il profitto anteposto all’interesse collettivo e contro lo strapotere delle multinazionali».

«In concreto, sulla vitale questione dei vaccini, le nostre proposte sono:
– produzione di quelli con formule già note nelle aziende farmaceutiche sul territorio nazionale, in violazione dei brevetti internazionali;
– opzionare con contratto i vaccini in via di realizzazione a Cuba e non affidarsi solo a quelli prodotti dalle multinazionali occidentali;
– nazionalizzare immediatamente il vaccino “italiano” di ReiThera;
– offrire collaborazione per la produzione/distribuzione con i Paesi più poveri;
– rafforzare al massimo la sanità pubblica;
– eliminare ogni finanziamento alla sanità privata».

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