Zona arancio, Confartigianato: «Chiudere i ristoranti è un colpo per la filiera del cibo»

GROSSETO – Manca poco alla fatidica data del 14 febbraio, “la festa che notoriamente riempie i ristoranti ed i pubblici esercizi e, purtroppo, ritorna all’orizzonte la nuvola nera della chiusura imposta dal probabile ritorno della Toscana in zona arancione”.

“Abbiamo già tutti i tavoli prenotati, i frigo pieni di ogni specie di prodotti freschi, se ci chiudono adesso per molti di noi sarà il tracollo”. Questo dicono i ristoratori, preoccupati, amareggiati, spesso disperati. Alla loro voce si unisce Confartigianato Grosseto, con il segretario Mauro Ciani.

“La possibile chiusura dei ristoranti, oltre al danno diretto ai loro gestori, sarebbe un ulteriore colpo per tutta la filiera del cibo, e non solo – spiega Ciani – i nostri produttori, i pescatori, gli allevatori, tutte le aziende della trasformazione verrebbero fortemente penalizzate. Inoltre, privati di questa importante occasione per uscire, non si andrà dal parrucchiere o dall’estetista e non si acquisteranno nuovi capi di abbigliamento. Da parte di Confartigianato, non c’è alcuna sottovalutazione del rischio contagio; ristoranti e gli altri pubblici esercizi hanno investito molto denaro per mettersi a norma. I gestori dei locali sono consapevoli e rigorosi nel rispetto delle disposizioni: dobbiamo consentire loro di lavorare e, se necessario, intensificare i controlli per sanzionare e chiudere chi, eventualmente, non rispettasse le regole, ma non possiamo penalizzare tutta la categoria”.

Confartigianato Grosseto inoltre, “visto il basso indice di contagio registrato nella nostra provincia, si associa alle altre voci istituzionali per lanciare un appello alla Regione e chiede concrete iniziative presso il Ministero competente perché l’attuazione delle misure di contenimento avvengano  su base provinciale e non regionale. D’altro canto questo già avviene nel caso si debbano inasprire le restrizioni, sarebbe sufficiente rendere biunivoca la norma e consentire l’allentamento delle restrizioni, così come è consentito l’eventuale inasprimento, sempre basandosi sulle stesse inequivocabili logiche”.

“Da una parte quindi diamo fiducia ai nostri ristoratori chiedendo loro di operare nel massimo rispetto delle regole – aggiunge Mauro Ciani – dall’altra invochiamo sanzioni adeguate ma solo per chi non si adegua. Inoltre la necessità di norme più attente alle realtà locali é evidente dato che i locali sono chiusi e il centro di Grosseto è comunque pieno di persone che si approvvigionano di ogni genere di bevande alcoliche e poi le vanno a bere dove capita, senza un barista a vigilare. Intanto i bar rimangono chiusi e – conclude il segretario – forse molti di loro non riapriranno più”.

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