Potere al popolo: «In piazza per dire “no” ai gessi rossi nella ex cava di Pietratonda»

GROSSETO – Domani 11 febbraio Potere al popolo sarà in piazza san Francesco per dire “no” ai gessi rossi a Pietratonda (Campagnatico).

“L’11 febbraio si terrà la conferenza dei servizi decisoria riguardo al progetto di ripristino ambientale proposto dalla società Accornero Srl per lo sversamento dello scarto industriale “gessi rossi” nella località di Pietratonda – scrive Potere al popolo in una nota -. Per questo motivo dalle 10.30 saremo in piazza san Francesco per ribadire un secco “no” al progetto di questo sedicente, e quanto mai inutile – oltre che dannoso – ‘ripristino ambientale'”.

“I gessi rossi – spiegano da Potere al popolo – sono uno scarto industriale contenente, tra gli altri, cromo esavalente e manganese oltre i limiti di legge. Questi metalli sono stati riconosciuti dall’Iarc (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) come altamente cancerogeni e, nel caso entrassero in contatto con le falde acquifere, comporterebbero un danno ingente alla salute collettiva della nostra provincia e agli allevamenti di bestiame. I gessi rossi risultano come scarto della produzione di biossido di titanio da parte della Venator Srl, società multinazionale con il più altro fatturato della provincia, ben 300 milioni di euro”.

“Il progetto di “ripristino ambientale” – vanno avanti da Potere al popolo – consiste nello svuotamento del Laghetto dell’Incrociata e il disboscamento della suddetta area (dove ormai da anni si è formato un ecosistema spontaneo) per sversare al suo interno un milione di metri cubi di gessi rossi utilizzando la formula di «messa in sicurezza» della zona. Il progetto è stato presentato dalla società Accornero Srl, proprietaria dei terreni. L’Accornero è una società che è stata più volte condannata per «lo sversamento abusivo di rifiuti speciali» nel beneventano e a Campobasso”.

“È stato dimostrato che vi sono delle falde acquifere che arrivano fino alla piana grossetana confluendo nel fiume Ombrone – proseguono -, e nonostante ciò le sopra citate aziende hanno intenzione di effettuare questo sversamento compromettendo la salute di tutte e tutti i cittadini della nostra provincia oltre ad una deformazione del territorio e alla distruzione di un ecosistema”.

“Opponiamoci, affianco ai comitati, agli esperti e ai forum ambientalisti, a questa devastazione, e al ricatto occupazionale che la Venator, con l’assenso delle istituzioni locali, perpetra indisturbata mentre avvelena il territorio che afferma di supportare – concludono -. Salute e natura prima del profitto”.

 

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