Entro maggio concluso l’intubamento del canale dell’Ombrone a Ponte Tura: «Poi la città sarà più sicura»

Più informazioni su

GROSSETO – Le difficili condizioni meteo degli ultimi due mesi non fermano un progetto strategico del Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud. Procede infatti a ritmo spedito e sta entrando nella fase conclusiva l’intubamento del canale primario del fiume Ombrone a Ponte Tura, un’opera idraulica fondamentale per la sicurezza idraulica di Grosseto. I lavori saranno terminati entro il mese di maggio: tra la Steccaia e San Martino un tubo in vetroresina lungo un chilometro e settecento metri, con un diametro di due metri e mezzo, renderà più sicuro uno dei luoghi in cui la città è maggiormente minacciata dalle piene dell’Ombrone.

Quando il fiume va in golena questo è il punto più vicino rispetto all’argine, che negli anni – a causa dei fontanazzi – ha costretto Cb6 a interventi di somma urgenza per scongiurare il pericolo di una rottura. Alla Steccaia sarà anche realizzato uno sgrigliatore automatico per recuperare i tronchi e i rami trascinati dalle piene. Non solo: con quest’opera imponente, 6,3 milioni di investimento totalmente finanziati dal Ministero delle politiche agricole, si limiteranno le perdite d’acqua utilizzando al meglio la risorsa idrica, visto che il canale che con un deflusso naturale parte dalla Steccaia giunge a San Martino, alimenta l’impianto di irrigazione del Consorzio.

Fabio Bellacchi, presidente del Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud, non esita a definire questo progetto “un sogno nel cassetto che si sta realizzando”. “Sono molto soddisfatto di come procedono i lavori – afferma Bellacchi – il tubo è già ben visibile, a breve inizieremo a portare la terra.  L’argine non sarà più raggiunto dall’acqua e la città di Grosseto diventerà molto più sicura”. “Le condizioni meteo non ci hanno aiutato – ammette Bellacchi – ma in ogni caso questo intervento dovrà essere concluso entro il mese di maggio perché è necessario restituire acqua alla centrale e rimetterla in funzione, visto che durante l’intubamento abbiamo dovuto sospendere l’approvvigionamento idrico”.

Per il presidente di Cb6 il progetto è il risultato di importanti collaborazioni. “Intanto il finanziamento del Ministero che ha reso l’opera a costo zero per la Maremma premiando il nostro impegno – conclude Bellacchi – poi l’autorizzazione della Regione Toscana. D’altra parte questo intervento prevede l’utilizzo di tubi enormi, che garantiscono totale sicurezza. E’ un progetto di fondamentale importanza e l’idea è di poter realizzare un impianto gemello ad Alberese: da grossetano dico che tutti potremo sentirci più tranquilli con un argine così potenziato”.

Più informazioni su

Commenti