Azione si organizza: ecco la segreteria provinciale. «A Orbetello con Chiavetta»

GROSSETO – Sono passati circa due mesi da quando veniva ufficialmente confermato il nome di Francesco Grassi come coordinatore provinciale di Azione, il partito fondato un anno fa da Carlo Calenda e Matteo Richetti.

“In questo lasso di tempo, caratterizzato dal distanziamento sociale, siamo comunque riusciti a strutturare un gruppo affiatato e denso di professionalità provenienti da diversi settori e aree della Provincia – spiegano da Azione Grosseto -. Si è dunque ufficialmente formata la segreteria del Comitato provinciale di Grosseto in Azione, che al momento vede impegnati otto soggetti.

Tra questi, oltre al già citato Francesco Grassi, figurano: Giuseppe Monaci (responsabile della Commissione Enti Locali) a cui partecipano Azelio Bagnoli e Paolo Giulietti; Daniele Angiolini e Sabrina Cavezzini (organizzazione); Marco Azzolini (Tesoreria); Roberto Alocci (comunicazione).

Il comitato sta lavorando a pieno ritmo sul radicamento territoriale, dove contiamo di strutturare a breve alcuni gruppi comunali. Siamo altresì impegnati nel valutare tutte le possibili convergenze con i soggetti politici e le realtà civiche sparse nei comuni che andranno al voto. Daremo il nostro contributo e saremo parte attiva degli appuntamenti elettorali.

Ad Orbetello abbiamo già convintamente aderito all’Alleanza democratica civica e progressista a sostegno del candidato Mario Chiavetta, mentre negli altri comuni i lavori sono tutt’ora in corso.

Abbiamo necessità di stabilire i punti programmatici e i candidati con i nostri interlocutori, elementi senza i quali non riteniamo possibile fare una valutazione di merito e garantire ai cittadini le migliori alternative. Vogliamo essere certi di fare la scelta più responsabile per veicolare quei valori che sono propri del nostro patrimonio genetico: serietà, competenza e capacità gestionale in primis.

Azione oggi è una realtà in costante crescita, formata da 560 gruppi territoriali. Numeri che ci permettono, dopo un solo anno di vita, di essere riconosciuti come il sesto partito italiano. Un risultato eccezionale ottenuto in un anno difficile, segnato dalla pandemia e dalla crisi economica e sociale. Il segnale che la nostra battaglia per affermare un altro modo di fare politica, serio e pragmatico, sta facendo breccia.

Grati di questa fiducia, siamo determinati ad andare avanti con tutto il nostro impegno”, concludono.

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