Antenne 5G a Grosseto, Mascagni attacca il sindaco: «Le ha autorizzate senza dire niente»

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GROSSETO – Si torna a parlare di antenne 5G a Grosseto. A intervenire, con una nota, è Lorenzo Mascagni, capogruppo Pd Comune di Grosseto.

“I grossetani ricorderanno l’ordinanza di fine aprile 2020, con cui il sindaco Vivarelli Colonna vietò l’installazione delle antenne a tecnologia 5G nel territorio comunale – afferma Mascagni – Era il periodo in cui si diffondevano teorie complottiste secondo le quali la tecnologia 5 G aveva una qualche responsabilità nella diffusione del Covid. Forse Vivarelli Colonna pensò di ingraziarsi la simpatia di coloro che preferiscono credere alle bufale ed ignorare le evidenze scientifiche”.

“Quello che molti cittadini non sanno, però, è che messo all’angolo dal decreto Milleproroghe di luglio, il sindaco ha revocato “alla zittina” quell’ordinanza nell’agosto, e che è stata poi autorizzata l’installazione di antenne a tecnologia 5G – spiega Mascagni – Ad oggi sono cinque le antenne già autorizzate ed installate in vari punti della città, mentre una sesta è in corso di autorizzazione. Lo dico, a scanso di equivoci, non per contrarietà al 5 G, che è da ritenere un’infrastruttura assolutamente necessaria allo sviluppo economico. Del resto, sia l’Istituto Superiore di Sanità che la Commissione parlamentare che ha condotto un’indagine conoscitiva sul 5G, hanno chiarito che tale tecnologia è migliorativa rispetto a quelle precedenti in uso da molti anni: 2G, 3G 4G, 4G-Plus e Lite”.

“Stupisce invece che mentre si sia dato risalto all’ordinanza di divieto, si siano fatti passare sotto silenzio i successivi ripensamenti – aggiunge il capogruppo Pd – Il fatto è che, piaccia o meno, sulle nuove infrastrutture digitali si gioca una parte rilevantissima dello sviluppo dei prossimi anni. Ecco perché il sindaco dovrebbe aprire una discussione franca con le istituzioni cittadine e con la città su un tema così strategico. E fare di tutto perché gli operatori telefonici dotino la nostra città, dove si concentra una fetta rilevante delle attività produttive della provincia, di una rete efficiente a banda ultra larga. Un ritardo su questa partita sarebbe esiziale e ci relegherebbe ancor di più nella marginalità. E servirebbe a poco, allora, lamentarsi che la Maremma è isolata e ignorata da Roma e da Firenze. Sarebbero solo lacrime di coccodrillo”.

 

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