Perugini: «Politica locale ha visione limitata, la città chiede ben altro»

GROSSETO – “Da un po’ di giorni a questa parte stiamo assistendo, nostro malgrado, ad uno spettacolo indecoroso da parte della politica grossetana” scrive, in una nota, il presidente dell’associazione “Maremma in movimento” e attivista del M5s Emanuele Perugini in merito alla vicenda Coeso e lo scenario politico grossetano pre-elettorale.

“Di fronte ad un quadro emergenziale che abbraccia non solo l’aspetto sanitario, ma anche quello economico e sociale – prosegue -, la cronaca locale di questi giorni ha infatti avuto come protagonista non soltanto la sterile polemica prodotta dal caso Coeso (che da sola basterebbe a far capire la distanza marcata che esiste tra cittadini e rappresentanti delle istituzioni), ma soprattutto la campagna acquisti dei candidati su cui, partiti e sciarramenti di ogni area politica, si stanno concentrando in questo momento per serrare i propri ranghi in vista delle elezioni.

Nulla di male in un periodo preparatorio alla campagna elettorale. Solo che questo rincorrersi frenetico e ossessivo di nomi, scandito da smentite e prese di distanza, questo spendere tempo ed energie su questioni (Coeso) che riguardano dinamiche politiche e che vedono impegnati tutti quegli attori che a ben altro dovrebbero dedicarsi, non fa altro che confermare tutti i limiti e le contraddizioni di un modo di fare politica che, ai temi ed alle questioni di reale interesse per i cittadini, continua ad anteporre logiche dettate da interessi puramente elettorali.

In questi giorni abbiamo assistito ad attacchi, invettive, discussioni, pettegolezzi ed indiscrezioni. Nessun accenno di programma, nessun argomento o tema proposto su cui convogliare l’attenzione dell’opinione pubblica e su cui strutturare, in modo significativo, l’offerta politica. Da nessuna delle parti politiche in gioco sono state affrontate e dibattute questioni di interesse reale, né forniti spunti di riflessioni per cui affrontare concretamente annosi problemi che, nel tempo, si sono purtroppo cronicizzati.

Eppure il nostro territorio avrebbe davvero bisogno di una forte terapia d’urto, in considerazione di un momento storico per nulla facile che, con l’avvento della pandemia, non ha fatto altro che aggravare condizioni pregresse già critiche.

Basti pensare che a Grosseto molte persone vivono condizioni di marginalità abitativa; che tra i giovani adulti (18 – 24 anni) che si avvalgono del sostegno della Caritas è aumentata sensibilmente la quota di cittadini italiani; che solo negli ultimi mesi il numero di nuclei familiari che vivono in condizioni di povertà assoluta ha subito un incremento significativo; e che la cronica mancanza di lavoro ha ulteriormente assottigliato la classe media ed aumentato la forbice delle disuguaglianze sostanziali.

Ad un ambizioso e necessario piano di rilancio del comparto economico non possono non affiancarsi politiche sociali coraggiose, capaci di garantire un sostegno reale ed effettivo nel breve termine alle persone che versano in evidente stato di difficoltà e di emarginazione sociale.

Le idee, le visioni e le opinioni riguardo a argomenti di questo tipo possono ovviamente essere diverse, ma ometterle completamente dall’agenda politica di questi giorni in cui, a tenere testa, sono state esclusivamente le ipotesi di alleanza e i nomi da presentare in lista, la dice lunga su quanto sia limitata la politica locale, quanto a visione e spirito di iniziativa. Una politica che, per essere credibile, dovrebbe prima di tutto trovare punti di convergenza su questioni di fondo, come il programma e l’ordine delle priorità da affrontare, piuttosto che su logiche elettorali e di mero consenso.

I numeri senza contenuti sono nulla – conclude – e la città chiede ben altro”.

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