Ex casa dello studente destinata al sociale, Giorgi: «Retromarcia dell’amministrazione, prima era contraria»

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GROSSETO – “Un piano molto incerto, sia nell’individuazione concreta delle funzioni che l’immobile dovrà svolgere, sia per ciò che concerne l’individuazione dei soggetti che dovranno beneficiare dei servizi che saranno erogati”.

Così il segretario della Federazione provinciale del Psi di Grosseto Francesco Giorgi commenta la notizia del progetto di restaurazione dell’ex casa dello studente.

“Qualche giorno fa l’attuale amministrazione comunale di Grosseto ha annunciato trionfalmente che la ex casa dello studente, da anni in stato di semi abbandono presso la cittadella dello studente, sarà finalmente ristrutturata per essere adibita a finalità sociali-assistenziali.

La Giunta ha pertanto annunciato il “Progetto di ristrutturazione dell’immobile per la realizzazione di una residenza multifunzionale con sinergie di auto-aiuto tra residenti anziani, madri in difficoltà, bambini e giovani socialmente fragili”.

Il piano illustrato dalla attuale Giunta si sviluppa inoltre individuando un articolato e complesso sistema di gestione (e “co programmazione”), per il tramite dell’affidamento “unitario” ad uno o più soggetti del “terzo settore”, che dovrebbero predisporre un “progetto di gestione” da concordare con l’Amministrazione.

C’è senz’altro da essere contenti, come cittadini, che venga recuperato un immobile pubblico ormai fatiscente ed inutilizzato da anni, e venga restituito infine ad una funzione di pubblica utilità. Però, lette le carte, il piano, così come esposto, appare perlomeno molto incerto, sia nell’individuazione concreta delle funzioni che l’immobile dovrà svolgere (per ora appare un fritto misto di intenzioni), sia per ciò che concerne l’individuazione dei soggetti che dovranno beneficiare dei servizi che saranno erogati.

Peraltro non è chiaro anche quali requisiti dovranno possedere le associazioni del terzo settore da individuare quali assegnatarie dei servizi sopra indicati (ma le organizzazioni senza scopo di lucro, le onlus, non erano il male per qualcuno?).

Quindi, quello che ora appare è la sostanziale retromarcia della compagine politica che sorregge l’attuale Amministrazione comunale.
La precedente maggioranza di centrosinistra, come molti ricorderanno, infatti aveva già pianificato e approvato il recupero dell’ex casa dello studente. Ed era stato concordato con la Caritas Diocesana, tramite l’assessore Antonella Goretti, l’affidamento in gestione dell’immobile a fini sociali: mensa per i poveri, centro di ascolto, assistenza alle famiglie bisognose.

In aggiunta sarebbe stato possibile diversificare ed implementare le forme di sostegno sociale a seconda delle necessità.

Come aveva detto Don Enzo Capitani, all’epoca della discussione in Consiglio comunale, le attività sociali, svolte nell’area della Cittadella dello Studente, avrebbero anche potuto avere funzione pedagogica, nei confronti dei giovani, aiutandoli a formarne la coscienza sociale e civica.

In ogni caso, il Comune aveva ottenuto dalla Regione, già nel 2015, un sostanzioso finanziamento, pari ad un milione e 400mila euro finalizzato proprio al recupero di questo immobile con destinazione ai fini sociali.

Il centrodestra, allora minoranza consiliare, non si mostrò esattamente propenso a quel recupero del bene a fini assistenziali, anzi, era proprio di opposto parere. Si distinsero le affermazioni dei consiglieri Agresti, Rossi e Lolini, che ritenevano che l’immobile della ex casa dello studente fosse letteralmente il “posto sbagliato” dove gestire attività di sostegno sociale, poiché, così veniva detto, “è una zona buia e isolata” e poiché lì “ci sono i nostri giovani” (si leggano gli articoli riportati sui media dell’epoca).

Inoltre si erano fatti sentire anche alcuni rappresentanti degli studenti che chiedevano che l’immobile fosse restituito alla sua destinazione originaria, ovvero a centro di aggregazione per giovani.

Ed infatti, sensibile anche a quest’ultima istanza, la nuova amministrazione di centrodestra, che già in campagna elettorale aveva fatto credere che non avrebbe seguito l’indirizzo di recupero dato dall’amministrazione uscente, fece in modo di non dar corso a quanto già progettato, finanziato e concordato.

Sicché, a quel punto, alla Diocesi non restò che chiedere al Comune di rescindere la convenzione, richiesta che fu celermente accolta.
Ora, invece, con una clamorosa marcia indietro, tutto cambia di nuovo.

Il nuovo progetto di recupero appare complesso e impegnativo, e lo è senz’altro di più di quello originariamente previsto e pertanto vedremo se sarà davvero portato a termine, con quali costi effettivi (e a carico di chi) e in quali tempi, mentre, nel frattempo le diseguaglianze nel nostro territorio non sono certo diminuite e, con esse, purtroppo le persone e le famiglie in difficoltà.

Se invece il piano già predisposto dalla precedente maggioranza fosse stato realizzato nei tempi previsti (e non importa se pure inaugurato dall’attuale Amministrazione), ci sarebbe stato solo da gioire da parte di tutti, e la città avrebbe avuto uno strumento utile (forse addirittura essenziale) in più per gestire la crisi sociale grandemente aggravata dall’emergenza Covid-19. Ed è per questo che il tempo perso sa di beffa.
Si è infatti perso tempo forse per ragioni puramente ideologiche, ma sicuramente elettorali, facendo credere a molti elettori che uno strumento pensato esclusivamente per fare del bene sarebbe stato invece un male.

In definitiva: per questa, come per altre vicende, vedasi la grottesca evoluzione della questione aree Peep (con la promessa, non mantenuta, di venire incontro agli assegnatari, che avrebbe comportato però la violazione delle regole erariali e di bilancio dell’ente), l’attuale amministrazione può ben definirsi come quella delle retromarce. Come dire: “contrordine” Ma senza dire: “ci eravamo sbagliati. Anzi, facciamo finta di niente, che magari nessuno se ne accorge”. Peccato che c’è chi ricorda le vicende passate e, soprattutto, tiene di conto il dovere di evidenziare che qualcuno in campagna elettorale fece tante grosse promesse, omettendo però furbamente che erano del tutto irrealizzabili. Oppure, come in questo caso, l’attuale maggioranza si è poi mossa nella stessa direzione (ma con progetti meno razionali) verso quale si era avviata la precedente amministrazione.

Ma ormai è così, facciamocene una ragione, l’attuale amministrazione andrà avanti, farà senz’altro qualche inaugurazione, magari indossando mascherine con slogan elettorale apposta per le foto. Se ne ricordino i cittadini quando sarà il momento delle scelte elettorali”, conclude Giorgi.

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