Moria di pesci nel canale, Arpat: «Al momento nessuna anomalia rilevata. In corso gli accertamenti»

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SCARLINO – Il Dipartimento Arpat di Grosseto è stato attivato nel pomeriggio di ieri, 3 febbraio, dalla sala operativa della Protezione Civile della Città metropolitana di Firenze, su richiesta del Comune di Scarlino, per una moria di pesci segnalata alla foce del Canale Solmine.

La presenza di circa 20-30 pesci morti spiaggiati in prossimità della foce del canale Solmine era stata segnalata al Comune, nella mattina, da un pescatore.

“Il funzionario del Comune si è recato sul posto e ha informato il Dipartimento Arpat di aver già contattato l’azienda Nuova Solmine, che ha in gestione il Canale, e di aver già effettuato una verifica dei luoghi, prelevando anche due pesci morti fra i pochi rimasti, essendo gli altri già stati rimossi dalla spiaggia da parte del personale della Nuova Solmine”, spiega, in una nota, Arpat.

“Dal sopralluogo del Comune è risultato che i pesci presenti nel Canale Solmine mostravano normale vitalità e non erano rilevabili evidenze di inquinamenti pregressi o in corso – proseguono da Arpat -. I nostri tecnici, giunti sul posto intorno alle 17, hanno riscontrato che i pesci erano tutti della stessa specie (salpa) e della stessa taglia ed hanno effettuato la misura dei parametri di campo (pH, conducibilità, ossigeno disciolto e temperatura), dai quali non sono emerse situazioni anomale.

È stato prelevato un campione di acqua alla foce del Canale per l’effettuazione del saggio di tossicità, ed un esemplare di pesce morto, insieme ai due prelevati dal Comune di Scarlino, saranno inviati ad analizzare all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana.

Questa mattina, 4 febbraio, inoltre, il Dipartimento ha già inviato una richiesta di dati e informazioni alle aziende che recapitano i loro scarichi idrici nel Canale Solmine. Gli esiti degli accertamenti saranno comunicati a conclusione delle indagini”, conclude l’Arpat.

 

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