Maremmani nel mondo: Marco alla guida di Bata in Repubblica Ceca e Slovacchia

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PRAGA – Dall’inizio del 2020, le controllate del gruppo Bata in Repubblica Ceca e Slovacchia sono guidate da Marco Farnetani, amministratore delegato maremmano con una lunga esperienza nel mondo dell’abbigliamento e delle calzature.

Marco Farnetani, originario di Grosseto, ha conseguito la laurea in Scienze politiche ad indirizzo internazionale a Siena, specializzandosi poi con un master Mba accreditato dall’Associazione italiana per la formazione manageriale in internazionalizzazione delle imprese ed export manager.

Approda nel mondo dell’abbigliamento nel 2007: ha lavorato come direttore commerciale e omnichannel worldwide in multinazionali come Benetton e Mandarina Duck maturando esperienza in mercati come gli Stati Uniti, Europa, medio oriente, Cina, India.

A dicembre 2015 entra nel mondo Bata, la più grande catena al mondo di scarpe, alla direzione dei canali Omnichannel retail. Oggi è direttore generale per Bata Central Europe con sede in Repubblica Ceca.

Di cosa si occupa esattamente nel suo lavoro?

Coordino e guido l’azienda. Dal commerciale, al marketing, alla produzione, alla distribuzione. Sostanzialmente disegnamo le scarpe, le produciamo, apriamo negozi, formiamo il personale, decidiamo il piano di marketing e industriale e vendiamo.  È un lavoro molto bello e molto difficile al tempo stesso, non basta essere bravi, è necessario affinare varie caratteristiche nella gestione del personale, dello stress, flessibilità mentale e visione. È necessario fare in anticipo le mosse giuste. Per quanto non sia un appassionato di calcio lo paragono spesso al ruolo di un allenatore di calcio più sale la dimensione dell’azienda più è paragonabile al ruolo di un allenatore di una squadra come il Barcellona o Manchester. Per vincere è necessario creare un team coeso, prepararli alle sfide, avere visione di gioco e soprattutto vincere.

Perché ha scelto di andare via da Grosseto e trasferirsi?

Dopo l’università ho fatto un master a Roma sull’internazionalizzazione delle imprese. Da questo punto di vista purtroppo Grosseto non offriva grossi sbocchi sono entrato in Malossi azienda leader a livello mondiale di parti di ricambio racing, poi in Benetton come Direttore commerciale global per uno dei suoi marchi, Mandarina Duck ed infine Bata come Amministratore delegato e General manager della Central Europe con sede in Repubblica Ceca.

Ci parli del suo rapporto con la Maremma:

La Maremma ti rimane dentro, così ostica, selvaggia, naturale, ti forma il carattere e te la porti sempre dietro. La settimana scorsa parlavo con industriale inglese che mi chiedeva quale è il posto più bello in cui vorresti vivere e ho risposto che ho avuto la fortuna di visitare zone bellissime nel mondo come la California, l’Andalusia, il Medio Oriente, tutte le nazioni Europee, India, Cina… ma la Maremma rimane magica.

Come si trova a Praga?

Mi trovo bene, tra Praga e Zlin le due sedi dell’azienda. Ho la fortuna di gestire la sede del gruppo dove tutto è iniziato nel 1894.

Pensa che il tuo futuro sarà a Praga?

Il presente di sicuro, il futuro vedremo, come diceva Enzo Ferrari quello che ho fatto ieri non mi interessa più ma anche guardare troppo avanti non ha senso. Diciamo che mi trovo bene sicuramente potrei anche rimanere qui.

Quant’è che non vive più a Grosseto e cosa le manca della Maremma e in particolar modo di Grosseto?

Mi mancano i miei genitori, mia sorella, mia nipote, i miei zii, i miei amici, il maestrale per il surf, i girasoli tra i cipressi, l’odore dei campi di pomodori la notte d’estate, le colline in fiore in primavera e i “baccelli” crudi con il formaggio il primo Maggio. Torno a Grosseto e a Braccagni tutte le estati, per me è il luogo della pace dove posso fare tutto quello che mi piace, stare con la famiglia, fare surf, allenarmi per il tiro dinamico, andare in moto, in bicicletta e passare il tempo con gli amici di sempre.

Secondo la sua esperienza di cosa ha bisogno la nostra terra per poter offrire opportunità lavorative vere e consentire ai nostri giovani di restare?

Per creare un indotto produttivo è necessario attirare investimenti. Gli investimenti arrivano se chi investe trova personale qualificato e infrastrutture. Non è un caso che molti imprenditori o investitori tra cui Elon Musk stiano spostando le proprie aziende dalla Silicon Valley al Texas o altre aree dove riescono a trovare personale qualificato più facilmente. Anche Apple per esempio ha deciso di investire a Napoli ed aprire il centro di sviluppo europeo delle app, uno dei motivi è l’abbondanza di studenti dell’università Federico II. Una giusta combinazione tra integrazione universitaria, investimento in infrastrutture, connessione della politica locale con gruppi industriali per un progetto ad ampio raggio, questo è un tema che richiederebbe un lungo approfondimento. Sono membro del cabinet del Politecnico di Milano per l’omnichannel, valutiamo quindi l’evoluzione del mercato nel settore e-commerce e retail, dobbiamo capire che non possiamo bloccare la normale evoluzione dei processi ma dobbiamo cavalcarli e allinearci all’evoluzione, opporre resistenza sarebbe pensare come il padre dei fratelli Wright, gli inventori dell’aeroplano, quando disse ai figli che l’uomo non avrebbe mai volato.

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