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Spadi: «La Regione al fianco di Follonica per il nuovo progetto di riqualificazione dell’ex Ilva»

FOLLONICA – Un incontro per parlare dei progetti di riqualificazione per l’area dell’Ex Ilva a Follonica. E’ quello che si svolgerà venerdì 5 febbraio a Follonica e che vedrà la partecipazione del consigliere regionale del Pd, Donatella Spadi, accompagnata dal sindaco di Follonica, Andrea Benini, dall’assessore comunale alla cultura, Barbara Catalani, e Mirjam Giorgieri, assessore comunale all’ambiente.

“Ho accolto con soddisfazione l’invito del Comune – afferma il consigliere regionale, Donatella Spadi – per vedere l’inizio del nuovo progetto di riqualificazione dell’ex Ilva, grazie anche alle risorse attratte con il bando “Programma innovativo per la qualità dell’abitare”, proposto dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e sovvenzionato dalla Regione Toscana insieme ad Anci. La riqualificazione vedrà il recupero di una parte degli immobili dell’ex Ilva che verranno destinati ad abitazione, con uno sguardo al sociale. Una porzione degli immobili verrà infatti messa a disposizione per aiutare le famiglie più bisognose”.

“Ancora una volta – spiega Spadi – il Comune di Follonica, città dove io tutt’ora vivo, ha voluto intraprendere una nuova iniziativa per dare risalto al territorio. Questo progetto sarà una nuova occasione per accrescere il patrimonio di Follonica. Negli anni molte cose sono state fatte: il teatro all’interno della fonderia La Leopolda, il centro di ricerca nella fonderia 1, il Museo Magma, che racchiude al suo interno la storia di Follonica. Adesso è il momento di continuare e valorizzare il grande parco dell’ex Ilva, già polmone verde della città del Golfo. Per questo ringrazio Barbara Catalani, assessore comunale e l’assessore regionale Stefano Baccelli, che ha sposato il progetto proposto dal Comune di Follonica”.

“Crediamo che investimenti così significativi – commenta Barbara Catalani, assessore alla cultura del Comune di Follonica – debbano produrre occasioni di sviluppo per un intero territorio, debbano essere concepite per dare il via a nuova ricerca e formazione, processi indispensabili se si vuole intervenire sullo sviluppo. Questa è la vocazione che la riconversione dovrà prendere in considerazione”.

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