A tu per tu con Maria Paola Baini, la biologa maremmana che lavora sul vaccino anti-Covid

GROSSETO – L’anno 2020 è stato l’anno del Coronavirus, del lockdown, delle distanze e delle regioni colorate. E’ stato l’anno della fatica e della disperazione, ma anche della voglia di non arrendersi e di combattere per sconfiggere il Covid19, cercando il modo per svilupparne il vaccino e per vincere.

Oggi intervisto la biologa Maria Paola Baini, che ringrazio per essersi resa disponibile a rispondere alle mie domande. Maria Paola è nata in Maremma, a Grosseto, ma attualmente vive a Domodossola e lavora in Svizzera alla Lonza, l’azienda che a Visp, una località che si trova nel cantone vallese, vicinissimo al passo del Sempione, produce il vaccino contro il Covid19 brevettato da Moderna.

Maria Paola, che cosa l’ha affascinata della biologia tanto da farla diventare il lavoro della sua vita?

La biologia è la scienza che studia la vita; tutti, da bambini, si chiedono perché i pesci riescono a respirare sott’acqua, come il colore degli occhi si trasmette di padre in figlio, cosa fanno i virus e i batteri per farci ammalare. Alcuni ragazzini smontano il frullatore per capire come è fatto, io volevo smontare il gatto… Scherzo naturalmente, il gatto è morto di vecchiaia, ma la genetica, la microbiologia, la biochimica, sono scienze ancora abbastanza giovani, e c’è davvero molto da esplorare, per chi ha uno spirito da esploratore.

Vorrebbe ripercorrere brevemente il suo viaggio professionale che dalla Maremma l’ha portata a lavorare in Svizzera , nell’azienda Lonza?

E’ presto detto: dopo la laurea in biologia a Siena (studiate, ragazzi, studiate!), e un breve tirocinio nei laboratori della Asl di Grosseto, sono stata assunta come analista in un’azienda che produceva e ancora produce vaccini a Siena. Dopo varie esperienze in multinazionali come Bayer, Novartis, Merck, vivo adesso a Domodossola e lavoro per Lonza, poco oltre confine, tra splendide montagne.

Lei lavora per l’azienda che produce il vaccino contro il Covid 19. Mi potrebbe spiegare come è nato questo tipo di vaccino?

Il virus è stato isolato per la prima volta da un team dell’Istituto di virologia di Wuhan (Cina), da una donna di 49 anni, che aveva sviluppato i sintomi il 23 dicembre 2019 prima di ammalarsi gravemente. La sequenza genica del Covid-19 è stata resa pubblica a gennaio 2020.

I ricercatori di Moderna hanno individuato la sequenza della proteina spike: questa proteina decora la superficie del virus formando delle protuberanze caratteristiche (facendolo sembrare una corona – da cui il nome “Coronavirus”). La proteina S si suddivide in due parti:
S1, che contiene una regione che serve a legarsi alla cellula bersaglio umana;
S2, che in una seconda fase consente l’ingresso del virus nella cellula.

Chi si ammala di Covid produce naturalmente anticorpi capaci di legarsi alla proteina spike, impedendo l’ulteriore propagazione del virus ad altre cellule. Un vaccino, che contenga solo la proteina spike del virus è in grado di attivare le difese immunitarie e impedire in seguito l’infezione se si viene a contatto con il Covid.

I tradizionali vaccini anti-influenzali sono fatti così. Il vaccino Moderna non contiene la proteina spike, ma le “istruzioni” (l’Rna messaggero o mRna) con cui le cellule umane sono in grado di sintetizzare la proteina spike, e attivare il sistema immunitario che impara a riconoscerla come estranea all’organismo e a bloccarla con i suoi anticorpi.

L’mRna messaggero si degrada entro breve tempo, dopo aver svolto la sua funzione, non si integra assolutamente nel Dna umano, come alcuni potrebbero temere; quindi il vaccino non rischia di farci diventare Ogm, ma solo di proteggerci dall’infezione.

E’ importante ricordare che l’immunità si ottiene solo 14 giorni circa dopo la seconda dose, quindi il distanziamento sociale e l’uso della mascherina non vanno dimenticati un secondo dopo la prima iniezione.

Inoltre il vaccino Moderna ha dimostrato un’efficacia elevata (94,5%), superiore di gran lunga a quella dei vaccini antinfluenzali che si aggira, al massimo tra il 70 ed il 90%, ma non assoluta. Ciò significa che una piccola percentuale di persone vaccinate rischia comunque di ammalarsi se viene a contatto con il virus, ma le conseguenze saranno meno gravi che se non si fosse vaccinata.

E sì, ci sono state reazioni avverse a questo vaccino, purtroppo in rarissimi casi anche gravi, ma non letali. Invece di Covid si muore: oltre 87mila decessi in Italia al 28 gennaio 2021.

E cosa mi può dire della sua attività specifica in questo preciso contesto?

Il mio lavoro consiste nel verificare che il vaccino, oltre che efficace, sia anche sicuro. Sembra scontato, ma non lo è: le condizioni di igiene delle aree di produzione devono essere scrupolose, la contaminazione dell’aria e dell’acqua di processo sotto controllo, l’abbigliamento degli operatori adeguato (guanti, mascherina, occhiali a visiera capelli totalmente coperti, nessun piercing, gioiello o make-up, tute che non rilasciano fibre e calzari che vengono sostituiti ad ogni turno di lavoro).

Quali sono i ricordi che più si porterà nel cuore di una tale esperienza?

C’è una storiella che parla di un viandante e tre scalpellini che lavorano fianco a fianco, tra la polvere. Il viandante li interroga su cosa stiano facendo, il primo risponde a testa bassa: “non vedi, spacco pietre”. Il secondo, alzando a malapena lo sguardo, dice: “costruisco un muro”, il terzo, con orgoglio: “facciamo la cattedrale più bella del mondo”. Ecco, io mi sento, come l’ultimo scalpellino, parte del processo che può portare a salvare la vita di migliaia di persone, e sono fiera di poter mettere le mie competenze e la mia passione al servizio di questo obiettivo.

“Nella vita non c’è nulla da temere, solo da capire”, sono parole di Marie Curiel, lei Maria Paola, come si sente di commentarle?

La curiosità è ciò che ha portato l’uomo ad evolversi dalle scimmie, la curiosità è ciò che ci ha portato alle più grandi scoperte scientifiche. C’è ancora molto da scoprire e da capire, ma abbiamo raggiunto anche molte certezze. Per questo sarebbe bello che tutti quelli che non sono convinti dell’efficacia e della sicurezza dei vaccini, invece di avere paura, provassero a capire.

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